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Peloton, una tempesta senza fine: licenziamenti del personale e dimissioni del CEO

La stagione negativa di Peloton sembra non avere fine: i ricavi si mantegono a quota 2,8 miliardi di dollari (su 1,3 milliadi sono invece le perdite...) ph Peloton

Non sembra esaurirsi la fase complicata della regina dell’home fitness che, con la rinuncia di Berry McCarty a proseguire nel suo ruolo, si trova anche a fronteggiare i cali nei ricavi e le perdite, ridottesi ma ancora pesanti

Piove sul bagnato, ma il percorso di Peloton è impervio da tempo, pur restando un business che continua a valere miliardi di dollari e la quotazione in borsa mantenga un certo peso, ancorchè le perdite siano state rilevantissime.

Mentre il piano di risanamento e rilancio prevede un ulteriore taglio del 15% del personale (ben 400 dipendenti), operazione che segue ad altri sacrifici dello staff nel recente passato, chi dovrebbe avere peso e voce in capitolo sulle nuove strategie del gruppo ovvero il CEO, Berry McCarthy, ha rassegnato le dimissioni, annunciate la scorsa settimana.

Berry McCarthy, CEO dimissionario

Provvisoriamente il numero uno di Peloton viene sostituito dal presidente Karen Boone e dal direttore Chris Bruzz, amministratori ad interim, mentre i vertici del gruppo ricercheranno il profilo ideale per sostituire il CEO dimissionario.

Peloton non è reduce da risultati trionfali: il 21,8% in meno nei ricavi registrato nel 2023 fotografa perfettamente la situazione attuale dell’azienda americana. Certo, parliamo comunque di un fatturato di 2,8 miliardi di dollari e, ad onore del vero, stanno migliorando i valori delle perdite che, secondo una lettura in chiaro-scuro passano dalla cifra esagerata di 2,827 miliardi di dollari a 1,261 miliardi, segno che, pur restando altissime, sono state più che dimezzate.

Il calo più rilevante nei ricavi deriva dalle vendite delle attrezzature da collegare online, scese di ben 48%, passando da quasi 2,2 miliardi di dollari del 2022 a ,1,30 miliardi di dollari nel 2023.

Confortante invece la crescita degli abbonamenti: +19,8% pari a 1,67 miliardi di dollari. L’andamento dell’EBITDA resta negativo, ma passa da perdite per 982,7 milioni di dollari a 208,5 milioni.

Insomma, un quadro complessivo non proprio entusiasmante, che potrebbe spiegare le dimissioni di Berry McCarthy. Nella logica del necessario contenimento dei costi rientra anche il taglio dell’ulteriore 15% del personale, scelta dolorosa che tuttavia, per il modello americano, è di prassi fin troppo comune.

In base a tali evidenze numeriche e di condizione della società specializzata nell’home fitness, i vertici prevedono per l’anno in corso un ulteriore calo del fatturato indicativamente di 200 milioni di dollari. La vicenda Peloton non sta trovando gli equilibri adeguati, ma sembra indicare una strada che potrebbe in un paio d’anni portare alla stabilità e alle riposte ad un mercato trasformatosi decisamente dalla crisi covid, che tanti risultati regalò alle vendite e in borsa al gruppo americano, ad oggi.

Scritto da redazione