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Piscine: disastri, rinascite e nuovi modelli

Aquamore Stezzano, una delle operazioni di rilancio di un centro acquatico-sportivo più riuscite negli ultimi anni ph Aquamore

Per alcuni impianti acquatici storici possiamo parlare di una Caporetto, per altre realtà, invece, di rilancio: fra luci, ombre e riconferme di modelli di successo o nuovi, le piscine stanno rilanciandosi

L’APPROFONDIMENTO DEL WEEKEND

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È solo un’anticipazione della storica rubrica di HA Wellbeing, “Dossier” che potrebbe essere pubblicata sul numero di maggio del nostro periodico attingendo da questo articolo, ma da Wbox, anche per esaminare con la giusta lente lo scenario, rileviamo che la situazione delle piscine pubbliche o private aperte al pubblico o di centri fitness sta vivendo una nuova fase le cui prospettive sono molto incoraggianti.

Vale la pena, tuttavia, sottolineare che, se è vero che le crisi degli anni precedenti hanno colpito molti portando alla chiusura di diversi impianti, errori e malagestione erano radicati da tempo e la pandemia prima e i rincari energetici poi hanno solo portato a completamento un percorso destinato al declino irreversibile.

Certo, per alcuni le criticità sommate sono state un colpo letale, ma i virtuosi hanno superato le difficoltà nonostante i pesanti gravami, su tutti i rincari energetici, in ragione di modelli e capacità che altri decisamente non avevano, capitolando rovinosamente.

L’Aquatic Center di Montichiari: l’impianto gestito da decenni dal team di Gian Paolo Bassini è un esempio di eccellente gestione

Esempi di realtà storiche o nate poco prima del Covid-19 che oggi navigano al ritmo dei tempi migliori e che nel 2024 potrebbero superarsi: Aquaniene a Roma, In Sport Vimercate che rilancia impianti chiusi a suo tempo, Pool 4.0 di Ferrara che cresce come numero di impianti in gestione, My Sport e Gruppo Crocera Stadium di Genova, Aquatic Center di Montichiari che si staglia nel Bresciano dove invece la moria di piscine è all’ordine del giorno, senza dimenticare il protagonista finanziariamente solido che ha varato un nuovo modello di successo, Aquamore di Mantova.

Ci sono poi le realtà inedite come nel caso di uno dei più celebrati gruppi del comparto fitness, Show Club di Padova, che proprio a marzo vara la sua prima piscina medio-piccola per inaugurare un format di servizio piuttosto inedito, ma de seguire e forse replicare (pubblicheremo su HA Wellbeing l’intervista a Giorgio Leo, contitolare di Show e imprenditore visionario di successo)

A seguire queste realtà si potrebbe concludere che la piscina è in grande salute e che non c’è da preoccuparsi. Il condizionale è d’obbligo, perché a questo novero di protagonisti capaci il cui denominatore comune è il successo reso solido da cambiamenti talvolta coraggiosi, fa da contraltare un fenomeno di cadute e chiusure quasi ad effetto domino di impianti, con complicità pesanti degli enti locali, senza tuttavia trascurare le responsabilità di società di gestione che, nella migliore delle ipotesi, hanno sbagliato i propri calcoli.

L’impianto di Desenzano del Garda ph www.giornaledibrescia.it

Il menzionato Bresciano è terreno dove si potrebbe parlare di ecatombe delle piscine. Assenza di programmazione e razionalizzazione territoriale nella realizzazione di impianti faraonici e dalla sostenibilità gestionale già compromessa nella fase di progetto, mancate opere di manutenzione e ammodernamento/riqualificazione, modelli gestionali antichi, miopi e talvolta molto superficiali sono solo alcuni dei fattori che hanno determinato questo stillicidio.

Vale la pena sottolineare che Brescia è una delle province più ricche del Paese, ma tale ricchezza, di cui gli stessi Comuni erano beneficiari, è stata dilapidata con scelte ed opere scellerate o comunque sbagliate, compromesse ancor più da modelli gestionali perdenti o non all’altezza del compito.

Le piscine di riferimento della provincia di Brescia che hanno chiuso i battenti sono quella di Rezzato, sovradimensionata rispetto al bacino d’utenza, seguita dall’ingloriosa chiusura di una vasca che per decenni è stata al centro delle grandi manifestazioni nazionali agonistiche: quella di Desenzano. In questo caso per mancati interventi manutentivi e di ripristino dell’impianto a tal punto che le numerose vasche ora devono essere ricostruite ex novo. Stessa sorte per la piscina di Ghedi per la cui riapertura sono necessari “solo” 2 milioni di euro. Ma non sembra andare meglio alla piscina di Palazzolo le cui sorti sono molto incerte e il comune sta tentando di rianimarla con poca lucidità e parecchia incompetenza.

Il complesso acquatico di Palazzolo

Da rilevare che, molti degli impianti del Bresciano e della Lombardia, chiusi o in procinto di esserlo, sono passati in mano ad uno dei protagonisti delle gestioni su scala europea, ovvero il colosso Forus, che nel 2023 ha superato i 100 milioni di euro di fatturato. In Italia ha fatto violenza al suo modello gestionale e impiantistico complicando il suo percorso gestionale con più di qualche errore di valutazione, “accompagnando” così all’epilogo diverse piscine, fra cui Ghedi e Desenzano.

Allontanandoci da Brescia ma restando in Lombardia, sempre del gruppo Forus era anche la gigantesca piscina Manara – vasca da 50 coperta – di Busto Arsizio. Pur essendo un impianto più moderno rispetto ad altri, Forus ha pagato anche errori di realizzazione e di scelte energetiche del passato, arrivando alla risoluzione del contratto per cui da fine giugno 2024 questo complesso tanto impegnativo passerà di mano.

Stiamo parlando della opulenta Lombardia dove però le scelte di realizzare impianti stridono molto spesso con l’irragionevole desiderio di ogni comune di costruire il proprio castello acquatico, dimenticando che le piscine hanno costi di gestione tali che, certe approssimazioni, incompetenze e scelte pressapochiste si pagano a caro prezzo. Ma a pagare non sono i politici e i funzionari, sovente la prima causa di certi disastri, ma i cittadini che con le loro imposte hanno prima finanziato la realizzazione di un’opera inopportuna finanche indegna e poi devono continuare a dare sostegno con nuove imposte per rimediare alle difficoltà gestionali, pena la chiusura definitiva dell’impianto o l’impossibilità per mesi/anni di usufruire di un servizio sociale fondamentale, quando le strutture sono stare realizzate appunto con i soldi del contribuente.

La vasca olimpica con copertura copri-scopri della piscina Manara di Busto Arsizio ph VareseNews

Nella circostanza ci siamo concentrati su alcune province della Lombardia, ma nel resto d’Italia, dal Sud all’estremo Nord, la musica cambia poco.

Tuttavia, ci sono anche note liete e fra queste figurano in positivo le menzionate realtà, che ovviamente sono in ottima compagnia di altre società di gestione modello o di Comuni capaci di dare vita a progetti misurati e adeguati alle necessità dei cittadini e del territorio.

Fra le buone nuove meritano una citazione

La riapertura del bellissimo impianto di Gorla.

L’annuncio della riapertura della Piscina (con Palestra) di Gorla Minore, un messaggio positivo per il settore, per la cittadinanza e per le casse pubbliche

La riqualificazione e la riapertura della piscina di Arcore, sotto il marchio In Sport.

La nuova apertura del moderno impianto di Fano (forse si è ecceduto un po’ sulla spesa per la realizzazione) che è parte della “scuderia” Pool 4.0.

La piscina “intelligente” di Show Club di Padova.

Il rinnovato centro Gussago a gestione Aquamore che con questo impianto tocca quota 14 complessi acquatico-sportivi gestiti.

La piscina di Arcore, riaperta da In Sport dopo lavori di riqualificazione

Insomma, c’è chi segna il passo e chi invece dà luce ad un settore che, dopo anni difficilissimi, sta rilanciandosi ed è destinato a meravigliare operatori, amministratori locali e cittadini in ragione delle capacità e di scelte nuove che rispondono affettivamente ai bisogni della collettività e del sistema. Ne parleremo ancora dalle pagine del prossimo HA Wellbeing che uscirà ai primi di maggio, perché il tema deve interessare tutti, in particolare per il ruolo sociale delle piscine e per i grandi benefici che assicura l’acqua in un’epoca dove tutti sono alla ricerca del proprio wellbeing, lo stare bene, che sovente è antitetico a performance, ma molto congruente con esercizio fisico-mentale equilibrato, salute, prevenzione, svago e divertimento.

Scritto da Marco Tornatore