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Piscine italiane, il caro energia mette a rischio la sopravvivenza degli impianti

I rincari di energia e gas sono ormai insostenibili per le Piscine - Wbox AI

CoNGePi dichiara lo stato di emergenza nazionale. I rincari di elettricità e gas aggravano una situazione già critica, soprattutto per le strutture più datate ed energivore. Servono sostegni immediati e investimenti per la riqualificazione

dell’attenzione. Con un comunicato diffuso il 30 settembre, CoNGePi, Confederazione Nazionale Gestori Piscine, dichiara lo stato di emergenza nazionale del comparto, denunciando l’impatto dei rincari energetici sui bilanci degli impianti natatori.

Secondo i dati riportati dall’associazione, tra settembre 2025 e settembre 2026 il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 91,9%, mentre quello del gas ha registrato una crescita superiore al 125%. Incrementi che rendono sempre più difficile assicurare l’equilibrio economico delle gestioni, già sottoposte a forti pressioni sui costi operativi. La questione riguarda soprattutto gli impianti meno moderni, spesso caratterizzati da tecnologie obsolete, dispersioni termiche e consumi elevatissimi. Strutture nelle quali filtrazione, trattamento dell’acqua, riscaldamento delle vasche e climatizzazione degli ambienti assorbono risorse economiche crescenti, lasciando margini sempre più ridotti.

Non è un problema risolvibile semplicemente aumentando le tariffe: molte piscine svolgono una funzione sociale fondamentale e devono garantire l’accessibilità a bambini, famiglie, anziani e persone con disabilità. Trasferire integralmente i rincari sugli utenti rischierebbe di ridurre la partecipazione e aggravare ulteriormente la situazione.

Il pericolo è perdere un patrimonio sportivo e sociale difficilmente ricostruibile. CoNGePi richiama l’attenzione su circa 3.000 impianti, oltre 100.000 addetti e milioni di cittadini coinvolti nelle attività natatorie, dalla scuola nuoto alla riabilitazione, dall’agonismo alla prevenzione. Anche il confronto sviluppato negli anni da associazioni di gestori come CoNGePi e GESPI ed altre associazioni di categoria territoriali evidenzia quanto sia importante riconoscere le specificità economiche delle piscine, strutture che non possono essere assimilate ad altri impianti sportivi per fabbisogni energetici e complessità gestionale.

La richiesta di CoNGePi alle istituzioni comprende l’apertura di un tavolo nazionale di crisi, contributi straordinari per fronteggiare i rincari e misure strutturali per l’efficientamento energetico. Quest’ultimo aspetto merita particolare attenzione: senza investimenti in riqualificazione tecnologica, recupero del calore, riduzione delle dispersioni e fonti rinnovabili, molte piscine continueranno a essere vulnerabili a ogni nuova oscillazione dei prezzi.

Salvare gli impianti oggi è indispensabile e renderli economicamente ed energeticamente sostenibili domani è la vera sfida che il settore e le istituzioni devono affrontare insieme.

Di seguito il comunicato integrale diffuso da CoNGePi il 30 settembre 2026.

Scritto da redazione