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Pista da bob last minute a Cortina: bocciatura del CIO

Che le Olimpiadi 2026 siano all'insegna della sostenibilità finanziaria, ambientale, strutturale.

La figura mediocre l’abbiamo fatta quando decidemmo di bruciare 120 milioni di euro per una pista da bob inutile: i tentativi di recuperare il progetto light per “soli” 81 milioni è stato disapprovato dal CIO. Facciamocene una ragione e appoggiamoci a St Moritz

Wbox ha ripetutamente criticato la scelta dissennata di buttare centinaia di milioni di euro per realizzare la pista olimpica da bob di Cortina: opera sicuramente importante per i Giochi Invernali 2026, ma non per l’ambiente, con un ulteriore cementificazione per il solo evento olimpico, non per le casse statali, ancorchè una parte sia finanziata dal CIO e da privati, non per il futuro di bob e slittino, che in 60 anni dalla precedente Olimpiade, hanno utilizzato la vecchia pista due o tre volte.

Un non senso, in epoca in cui bisognerebbe non sprecare, ancor più in eventi che in passato si sono rivelati, per le edizioni estive, causa di deficit inarginabili per l’intero paese, come accaduto per la Grecia; in Italia, per i grandi eventi, siamo specialisti delle opere folli sovente nemmeno completate o se completate, destinate a restare inutilizzate o a rivelarsi insostenibili sotto il profilo gestionale, con successiva chiusura. Risparmiamo l’elenco delle vergogne italiche che potete in parte prendere in esame in precedenti nostri servizi ( https://wbox.it/le-piste-da-bob-della-discordia-e-gli-sprechi-nello-sport-da-evitare/ )

Il serpentone di cemento che deturpa le bellezze paesaggistico-ambientale delle Dolomiti. Pista da bob utilizzata due o tre volte dalle Olimpiadi del 56: vogliamo replicare questa pessima esperienza di spreco, inutile opera sportiva e danno ambientale?

La buffonate più recente è stata quella di indire last minute una nuova gara d’appalto per dare vita ad una versione light della pista da bob, con una base di partenza di 81 milioni di euro: alcuni esperti sostengono essere solo un acconto, perché pur tagliando qualche opera (non ci sarebbe più il bar!), il conto alla fine sarebbe di circa 120 milioni. E imprenditori locali, Regione Vento, figure governative (ma non Abodi…), CONI, comune di Cortina, tutti a sostenere la bellissima ed irresponsabile idea.

Ma a smorzare gli entusiasmi è, fortunatamente, intervenuto il CIO. Ancora una volta l’irresponsabilità di certi italiani, (alcuni) desiderosi forse anche giustamente di non venire meno ad un impegno e di non fare sfigurare il nostro Paese, deve essere corretta da un richiamo di chi ha il senso della misura e una precisa idea di cosa significhi sostenibilità (finanziaria, ambientale, strutturale).

Si stanno pianificando grandi eventi organizzati in due o più nazioni come gli europei di calcio ed altri appuntamenti: è un così grave problema considerare la pista di bob di St Moritz (Svizzera) come quella delle Olimpiadi 2026, con un investimento non superiore a 25 milioni di euro? La sede delle discese di bob e slittino sarebbe degna, con un risparmio di quasi 100 milioni di euro e non verrebbe certo offuscata l’immagine di Milano-Cortina, pur convenendo che la perla delle dolomiti vedrebbe ridursi del 40% il numero di gare e discipline che si disputerebbero nelle sue cime innevate.

La presa di posizione inequivocabile e piuttosto netta del CIO viene commentata da un breve comunicato social di Diritto e Sport, con il testo che segue:  

Il Cio boccia anche il progetto “light” di Cortina presentato in extremis per la pista di bob per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026
“La costruzione o ricostruzione di una nuova venue non è ritenuta essenziale“, così scrive Kristin Kloster, capo della commissione che si occupa dei Giochi italiani, rispondendo ad una lettera inviata qualche giorno fa da Francesco Silvestri, capogruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, e Luana Zanella, capogruppo di Verdi e Sinistra Unita, nella quale i gruppi parlamentari esprimevano preoccupazione per i continui rimandi di una decisione definitiva da parte del Governo italiano
“In linea con le raccomandazioni dell’Agenda Olimpica 2020, il CIO è stato inequivocabile nel dire che nessuna sede permanente dovrebbe essere costruita senza un piano per il futuro chiaro e fattibile

Scritto da redazione