in , ,

Pool 4.0 acquisisce anche la gestione del polo natatorio di Rovigo

Una delle vasche coperte del polo natatorio di Rovigo

Uno dei gruppi emergenti del post covid è sicuramente la società ferrarese guidata da Davide Gilli che, con l’assegnazione degli impianti rodigini, oggi gestisce 7 complessi acquatici in quattro diverse regioni

info@wbox.it

Il cambiamento dello scenario gestionale e dei protagonisti in materia di concessioni di impianti acquatico-natatori pubblici era stato da tempo preconizzato da noi di HA Wellbeing e wbox.it.

Stiamo assistendo ad un progressivo processo di rinnovo e trasformazione dove, se da un lato stanno entrando nuovi gruppi stranieri, dall’altro si stanno affermando società autoctone, guidate da imprenditori e manager capaci e dalla visione più aggiornata e innovativa rispetto ai predecessori, meno inclini ad interpretare la fase di cambiamento non più eludibile.

Fra le nuove forze convincenti sul fronte gestionale, si distingue sicuramente Pool 4.0 di Ferrara, capitanata da Davide Gilli. E’ di ieri, 24 giugno, la notizia dell’ultima assegnazione ottenuta dalla società emiliana che sarà il nuovo gestore del polo natatorio di Rovigo, unico complesso acquatico di tutta la città.

Con questa nuova assegnazione, Davide Gilli e il suo eccellente Team gestionale hanno raggiunto quota 7 impianti divisi in quattro diverse regioni: Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Veneto.

Invero, in terra veneta Gilli contava già sulla gestione del complesso di Occhiobello ed ora, con Rovigo, conferma un certo radicamento anche nella provincia rodigina.

Va considerato che il polo acquatico di Rovigo ha vissuto per anni una serie di vicende politico-gestionali che hanno portato di recente alla chiusura dell’impianto per intereventi di ripristino e manutenzione che non potevano essere più procrastinabili, con grosso disagio per la popolazione e le società sportive locali.

Ora, con l’assegnazione a Pool 4.0, società che ha puntualmente brillato sia per investimenti mirati che per modello gestionale, probabilmente il capitolo delle vicissitudini dovrebbe essere definitivamente archiviato, per regalare una nuova vita alle piscine del complesso di Rovigo.

E, proprio per avere conferma di questo nuovo corso che attende gli impianti rodigini, abbiamo interpellato Davide Gilli.

Davide Gilli

“Non nascondo che questa nuova assegnazione ci fa molto piacere ed è un nuovo riconoscimento alla nostra credibilità costruita nell’arco dell’ultimo lustro ovvero da quando Pool 4.0 è sorta, avviando il progetto innovativo del Parco Bacchelli di Ferrara

Come pensate di operare in quasta struttura unica e vero riferimento natatorio per tutta la città di Rovigo?

“Ci muoveremo secondo un programma di continuità territoriale, varato a suo tempo con l’impianto di Occhiobello e che intendiamo proseguire, ottimizzandolo, anche su Rovigo. Ad Occhiobello, con un investimento rilevante, abbiamo acquisito la società di progetto ed avviato un’eccellente collaborazione con il Comune locale, culminata in particolare con la revisione dei PEF a seguito del covid e delle utenze cresciute a dismisura. Il territorio del Polesine è sicuramente importante. Essendosì profilata questa nuova opportunità, abbiamo ritenuto di avere idee e soluzioni adeguate per rilanciare il polo acquatico-natatorio rodigino che per potenzialità ha pochi eguali nel Veneto. Ci siamo quindi prestati a prendere coscienza della struttura, cercando di capire quali siano le legittime attese del Comune e, in particolare, della cittadinanza, penalizzata nell’ultimo periodo, con l’estate alle porte, dalla chiusura dell’impianto.”

Per la grande esperienza che avete che considerazione avete del centro natatorio di cui siete in nuovo assegnatari?

Quello di Rovigo è un complesso acquatico-natatorio importante che ha però vissuto momenti difficili: confidiamo di cancellarli per offrire un servizio di qualità e adeguato alla città. La prima considerazione è che il project financing non è certo datato e il polo natatorio, alla sua riapertura, beneficerà dei recenti interventi di ripristino, manutenzione e aggiornamento di cui si è fatto carico il Comune, investendo parecchie risorse.”

Quindi siete fiduciosi sul futuro di questo grande complesso acquatico-sportivo.

Certo, anche se prima abbiamo veramente la necessità fare tutte le personali verifiche della struttura per prendere piena coscienza delle condizioni in cui si trova, delle tante potenzialità e per definire un piano operativo convincente e in linea con il nostro modello di gestione che abbiamo applicato e adattato alle necessità locali in tutti gli impianti che stiamo oggi gestendo in diverse regioni.

Quali saranno i primi passi del vostro nuovo percorso gestionale?

Svilupperemo un progetto previo confronto con l’Amministrazione Locale, che, fra l’altro, è in fase di definizione in queste ore con l’indicazione del nuovo sindaco che uscirà dal ballottaggio – ndr: è stato eletta Valeria Cittadin, candidata del centrodestra– noi, da sempre, lavoriamo collaborando in perfetta armonia con le Istituzioni. Anche a Rovigo, città importante e capoluogo di provoncia di riferimento per il Veneto, puntiamo ad agire per interagire al meglio, garantendo la qualità e i servizi necessari per la cittadinanza”.

Quindi ora Rovigo e le sue piscine potranno sicuramente contare su una nuova guida gestionale che garantitrà standard di servizio e idee nuove per soddisfare appieno i cittadini e l’Amministrazione Comunale di Rovigo.

Da osserevatori del settore auspichiamo che dopo questa fase transitoria, che vede assegnato a Pool 4.0 il polo natatorio per un periodo di tempo relativamente contenuto, a fronte del sicuro ottimo operato offerto dalla società ferrarese, si proceda, osservando le regole in materia, con una concessione di almeno 10 anni o di durata tale per cui il soggetto gestore possa essere messo nelle condizioni di pianificare una serie di investimenti ed azioni – in un arco temporale congruo di cui beneficeranno tutti gli utenti, dando garanzie anche per l’ottima conservazione e valorizzazione della struttura, senza che subisca il puntuale degrado che periodi di gestione troppo brevi, negazione della sostenibilità economico-finanziaria di qualsiasi progetto, sovente comportano.  

Scritto da Ciro Lo Giudice