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Quale sarà il futuro del wellness & fitness business?

I fitness manager e trainer devono essere, insieme ai titolari, i promotori concreti dell'innovazione per agevolare il cambiamento ph javi-indy by freepik

Partire dal presente per creare le imprese efficienti del domani

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Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di gennaio-febbraio 2024

Il mondo del lavoro sta cambiando il modo di erogare i servizi e non solo; il pericolo vero è che, forse, chi è immerso tutti i giorni nel fare quotidiano non se ne renda conto.

Gli imprenditori e i manager negli ultimi anni si sono capacitati che bisogna necessariamente cambiare; tuttavia, l’impressione che si ha, osservando il settore dall’esterno, è che la maggior parte dei responsabili vedano il cambiamento come un qualcosa che non li riguarda. Qualcosa di molto lontano e che forse un giorno cambierà, ma non “oggi”.

Il mio grido, che spero sia ascoltato dagli imprenditori e non solo, è quello di non costruirsi dei muri difensivi o, peggio, di non mettere la testa sotto la sabbia.

La maggior parte dei responsabili ritengono il cambiamento come un qualcosa che non li riguardi

Se analizziamo gli ultimi 3 anni, del nostro mercato,  è facile comprendere  che il sistema è cambiato e consente poche possibilità alle imprese statiche:  inesorabilmente molti club o piscine faticano ad arrivare a fine mese, altri purtroppo hanno chiuso perché in attesa del “miracolo”,  mentre le aziende innovative hanno fatto rotta verso nuovi target e nuovi modi di erogare il servizio, di organizzare il proprio staff rivedendo i processi messi in campo per attrarre e mantenere i clienti : “o innovate o morite” .

Il cambiamento è fondamentale per avere futuro ed è un processo che proprietà, manager, trainer e staff devono condividere ph vg stock studio by freepik

L’innovazione è fondamentale oggi per la sopravvivenza di domani. Le aziende leader di ieri, non è detto che lo siano domani; il mondo chiede tempestività nel cambiamento e nell’appagare le esigenze dei nuovi consumatori. Spesso gli imprenditori al comando di imprese leader si sono arenati proprio sulla “gloria” vissuta; la tecnologia, le specializzazioni delle risorse umane, il management operanti nel passato oggi potrebbero essere simboli di lentezza ed emblemi di cosa possa accadere se non ci si trasforma.

O innovate o morite

Le palestre e le piscine hanno smesso (qualcuno forse non ha mai iniziato) di competere (non parlo di prezzo) e di innovare (non solo le novità dei corsi e/o degli attrezzi) perché   non basta essere all’avanguardia… Purtroppo anche per alimentare le azioni in modo eccellente nell’erogazione dei servizi e dei prodotti, gli imprenditori si sono fossilizzati su ciò che sanno fare bene, dimenticandosi di cose che non sanno fare. Bisogna tracciare nuovi percorsi, magari più difficili, per uscire dalla zona di comfort (in questo sono il migliore).  Se ci pensate le aziende leader che hanno “sconvolto” e continuano a farlo hanno agito su comportamento, aspettative, nuovi modelli di business e servizi non convenzionali; basta con l’autocompiacimento.

Gli imprenditori si sono fossilizzati su ciò che sanno fare bene, dimenticandosi di cose che non sanno fare

In altri settori differenti dal nostro, molte aziende forti e conosciute in tutto il mondo hanno vissuto di luce propria, arrivando alla chiusura delle loro attività, mentre i nuovi competitor hanno perseguito pratiche di marketing, di erogazione dei servizi e commerciali originali ed alternative, ottenendo un successo inaspettato.

I nuovi consumatori non vedono i servizi come li vedono gli imprenditori, ciò che per le imprese può essere innovazione dirompente per i clienti può non essere abbastanza valido da far decidere loro di acquistare; per questo motivo non è sufficiente offrire ai clienti una quantità maggiore di servizi e continuare a dar loro quello che vogliono, con piccole modifiche nell’erogarli. Quando i servizi diventano prodotti trainanti generano merce diffusa, riducendo i profitti, costringendo a “sopravvivere” le imprese.

Per farvi comprendere meglio il concetto che desidero trasmettere, vi riporto alla memoria l’inizio dell’era dei computer: i clienti, per tantissimo tempo, hanno chiesto alle società costruttrici di computer di avere computer portatili sempre più piccoli ed economici… Ci sono riusciti! Tutte le aziende si sono affannate nel produrre portatili a costi contenuti cerando di sopravvivere; ma quando è arrivata la Apple il mercato ha subito un cambiamento inimmaginabile. Apple ha creato computer e ipad eleganti, costosi e intuitivi, etc.; ha stimolato l’acquisto a chi neppure sapeva di avere bisogno di un computer.

ll futuro non è per quelle aziende che introducono nuovi servizi, processi e modi di lavorare “rivoluzionari”; torno di nuovo con l’esempio dei computer: Apple non ha concentrato la ricerca sui computer (almeno non solo su questo) ma ha creato Iphone e iPad e tecnologia varia, dimostrando che c’è gente che non si accontenta  di un computer, seppur  di una gamma considerata top. La Apple continua a migliorare le sue linee di prodotti esistenti, ma le sue mete sono orientate a cercare “opportunità” in grado di cambiare tutto.   Noi saremo capaci di fare altrettanto?

L’INNOVAZIONE SI DEVE PROGETTARE, NON INVENTARE

L’improvvisazione non è più di moda, è finito il tempo del “basta dare una nuova attività per continuare ad andare avanti” con la propria impresa; come ho già scritto, non è sufficiente fare le cose meglio rispetto a prima, ma bisogna “rompere” con il passato, ovvero fare quello che fanno tutti. L’innovazione, dal mio punto di vista, si basa su quattro fattori:

  1. Avere chiarezza sui reali problemi; vivere ciò che il target futuro degli “appassionati” avverte (coloro che già frequentano), cosa cambierà nella loro vita quotidiana, famiglia, lavoro, socializzazione, obiettivi nel loro complesso, come si organizzeranno per frequentare – rispetto al cambiamento della società ; nel contempo, comprendere  le ragioni della scarsa affluenza di nuovi clienti/target, identificare i principali punti critici e inquadrare il problema in modo da risolverlo
  2. Ideare e generare nuove opportunità senza se e senza ma; superare i pregiudizi (ma se gli altri fanno così allora anch’io farò così), perché questo non produce idee con la conseguenza che si sta fermi.      
  3. Sviluppare ed esplorare nuove soluzioni, dopo aver analizzato le idee messe in campo per virare rispetto ai competitor. Testare rapidamente il prototipo di soluzione/innovazione.
  4. Implementare: fase in cui si comunica alle persone l’idea sviluppata, affinché si possa incoraggiare l’adozione di un loro processo per la salute e del benessere di ognuno.      

Bisogna “rompere” con il passato, ovvero fare quello che fanno tutti: bisogna fare leva sull’innovazione declinata secondo un nuovo processo

TUTTO QUI?  No, come ho detto l’innovazione va pianificata, non basta avere buone idee; è necessario che ciò che metteremo in campo, come i servizi, rispetti almeno 3 caratteristiche per essere appetibile, realizzabile e stimolante:

La forza del Team può essere un potente acceleratore del cambiamento e dei processi innovativi ph rawpixel-com by freepik
  1. I servizi o prodotti devono essere qualcosa che le persone realmente desiderino! Tutto ciò che è innovazione deve “colpire” in modo positivo le persone; le innovazioni devono essere “attraenti”, per attrarre i consumatori e soddisfare le loro esigenze. Seguire la teoria dell’oceano blu
  2. Valutare la reale fattibilità, altrimenti non si andrà da nessuna parte; avere le giuste risorse per non sopravvivere, ma far prosperare il servizio.     
  3. Management: organizzazione, risorse umane e procedure adeguate per agire tempestivamente e con la massima cura. Correggere costantemente i processi e pianificare l’implementazione.

L’opportunità futura è legata alla salute delle persone; dobbiamo prevenire e non aspettare, innovare quindi parte dei servizi

Per il nostro settore l’opportunità futura è legata alla salute delle persone; dobbiamo prevenire e non aspettare, innovare parte dei servizi verso la prevenzione delle malattie non trasmissibili, operare con specialisti dell’esercizio per la salute delle persone.  Se è vero che l’esercizio fisico è un farmaco, come tutti i farmaci va dosato; e questo possono farlo solo degli specialisti e delle strutture in grado di creare un ambiente “sicuro”. C’è un mondo che aspetta noi… noi che però siamo ancora sui prezzi e sulla comunicazione di mesi dati in omaggio?  Non abbiamo vita lunga.     

“L’esperienza è un architrave su cui costruire” (Henry Brooks Adams – scrittore e storico)

Scritto da Gerardo Ruberto