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Quali sicurezze per un impianto natatorio – parte 2

L'acqua della piscina è il vero valore da offrire alla clientela, purchè venga trattata per essere sicura e a prova di salute ph freepik

La scelta di tecnologia e prodotti chimici per assicurare la migliore qualità dell’acqua non può dipendere solo dal prezzo e deve escludere impreparazione ed approssimazioni troppo frequenti nelle piscine, in particolare quelle estive

Questa è la seconda parte dell’articolo la cui prima parte è stata pubblicata su wbox.it il 16 maggio

gurnari@benaquam.com

CRITERI MANUTENTIVI: ho sempre considerato il (oppure “i”) manutentore una specie di vero Angelo custode dei bagnanti della piscina e degli operatori addetti. Lui non si vede, non si sente, non si sa nemmeno cosa faccia, ma da questa figura dipende il buon funzionamento dell’intero complesso di offerta natatoria.

Il manutentore è un vero Angelo custode dei bagnanti della piscina e degli operatori addetti

Il manutentore ha la reale responsabilità della buona salute di impianti e dei suoi fruitori. E quindi dei risultati economici e di immagine del luogo di lavoro. Di fatto il manutentore assume grandi e complesse responsabilità a fronte di remunerazioni non sempre adeguate a tutte le sue mansioni. Ma non esiste ancora una scuola riconosciuta per questa figura, che spesso non sa nemmeno quali siano i rischi che comporta il suo operato. E i pochi aggiornamenti che riceve vengono dai fornitori che li usano spesso come esca per le scelte del gestore… La mia esperienza a fianco di tanti diversi operatori mi ha insegnato che a fronte di una grande disponibilità non c’è mai un giusto riconoscimento anche perché le mansioni a cui è preposto non sono certificate; e quindi non vengono riconosciute per il loro valore.

ph freepik – credit iher photography

LE FORNITURE: sono decine e decine le voci relative a questa componente gestionale. Le voci più importanti riguardano la tecnologia (pezzi di ricambio, interi apparati, componenti soggetti a logorio e costante usura e quindi da sostituire o da sottoporre a ricondizionamento), ma indubbiamente costituiscono voci di costo di una certa rilevanza, sia nella componente acqua e suoi trattamenti – filtrazione, disinfezione, controlli in linea – che nella parte aria (climatizzazione, ventilazione).

Certamente il mercato è saturo di offerta, ma i costi rimangono ben oltre il valore intrinseco dei dispositivi. A questo si aggiunga il costo della mano d’opera specializzata. Ma in proporzione di valore inferiore in confronto al costo dei prodotti chimici.

È noto che l’industria chimica ha come obiettivo strategico quello del profitto. Poche case produttrici primarie detengono la maggior parte dei brevetti relativi ai principi attivi delle materie prime e quindi vendono a caro prezzo ai trasformatori ed ai rivenditori. I quali non fanno altro che addizionare i costi con i loro margini di profitto. Anche se la concorrenza è pressante il costo finale è sempre alto.

Ma il limite è che la certificazione di legge è strettamente connessa al principio attivo del prodotto, ma non riguarda il contenitore finale, né le sue modalità di trasporto e consegna.

È vero: ci sono linee guida al proposito che riguardano la sicurezza, ma non ci sono i controllori.

Il limite è che la certificazione di legge è strettamente connessa al principio attivo del prodotto, ma non riguarda il contenitore finale, né le sue modalità di trasporto e consegna

Solo quando arrivano i NAS ci si accorge che il principio attivo è stato magari diluito o il contenitore di quel preparato liquido o solido non è idoneo al trasporto e soprattutto alla tipologia di recapito. Se andiamo ad osservare i luoghi di immagazzinaggio dei chimici per le piscine riscontriamo sempre una certa superficialità nella separazione dei prodotti in funzione delle caratteristiche: semplicemente sono chimici e si mettono tutti insieme. Con relativi grandi rischi di miscelazioni accidentali molto pericolose (a volte non sono nemmeno indicati i nomi dei presidi chimici). Per non parlare degli ambienti che li contengono, quasi sempre umidi e poco ventilati.

Piscine sicure significano reputazione alta per il gestore ed entusiasmo di chi le frequenta ph freepik

Che fare?

Prima di tutto emerge ancora una volta l’esigenza dell’approccio culturale: le vasche, la piscina devono essere ambiti sicuri sotto ogni punto di vista. Per questo richiedono una competenza specifica ed articolata.

Sin dalla ideazione deve essere costituito un gruppo di lavoro di cui fanno parte il gestore ed il manutentore oltre al progettista della parte architettonica, al progettista delle componenti strutturali, al progettista degli impianti ed allo specialista nella progettazione del cuore del sistema: il trattamento dell’acqua. Già oltre trent’anni fa denunciavo che la scelta della tipologia di trattamento di disinfezione non considera la qualità dell’acqua di alimentazione (basta che sia potabile…). Oggi la situazione non è molto diversa e si parte già con il piede sbagliato! Come se tutte le acque fossero uguali e quindi le reazioni chimiche potessero avvenire sempre come dice la teoria generale. Ed è solo un piccolo esempio.

Le vasche, la piscina devono essere ambiti sicuri sotto ogni punto di vista. Per questo richiedono una competenza specifica ed articolata

Si tratta di invertire questa stagnante situazione: la piscina deve evolversi nei contenuti e non solo nelle forme. Nella progettazione bisogna inserire le voci manutenzione e forniture, avendo ben chiaro il processo. Che significa valutare a priori i costi di esercizio (che ovviamente saranno in funzione del carico di utenza e quindi dei consumi). E dovranno essere chiaramente indicati i rischi connessi ad ogni operazione con le modalità di intervento, non solo per la mitigazione/riduzione, ma per evitare che anche normali attività di esercizio si traducano in tragedia (che non è mai solo accidentale). L’expertise, il buon senso e la giusta conduzione portano alla qualificazione della piscina/vasca, al controllo della spesa, al gradimento del pubblico che è sempre più sensibile alla qualità dell’offerta in tutte le sue molteplici componenti.

Tutti aspetti assolutamente razionali e facilmente perseguibili. E, come si dice oggi, non sono costi, ma investimenti!

Scritto da Gianni Gurnari