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Quarto mandato più difficile per i presidenti federali

Paolo Barelli è fra i presidenti federali che, per essere rieletti per la quarta volta, avranno bisogno di due terzi delle preferenze dei votanti ph FIN

La norma aggiornata prevede la possibilità di essere eletti per la quarta volta, ma a condizioni ben meno agevoli: servono almeno due terzi dei voti

La questione dei mandati presidenziali nelle federazioni sembra finalmente essere arrivata ad una conclusione che si auspica sia definitiva. Un tira e molla che, dall’idea iniziale di un limite di due mandati, poi progressivamente ha preso un’altra piega per arrivare all’epilogo della scorsa settimana. Italia Oggi, con un articolo di Michela Damiani traccia un quadro piuttosto chiaro su tale tema. Riportiamo alcuni dei passaggi più significativi, rimandando la lettura dell’intero articolo originale dal link che segue o dall’invito ad inizio articolo a scaricare il pdf: https://www.italiaoggi.it/news/piu-difficile-il-quarto-mandato-per-i-presidenti-delle-federazioni-sportive-202405241931261691?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=diritto-e-sport

PIÙ DIFFICILE IL QUARTO MANDATO PER I PRESIDENTI DELLE FEDERAZIONI SPORTIVE

 Ok al decreto in Consiglio dei ministri. Per essere eletti serviranno almeno due terzi dei voti, altrimenti si viene esclusi. Impatto su basket, nuoto, golf e tennis. Non su calcio, pallavolo e rugby

di Michele Damiani

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Andrea Abodi ph Italia Oggi


Nessuna conseguenza per Gabriele Gravina, presidente Figc (calcio) o per il numero uno della pallavolo Stefano Mei. Diverso il discorso per Gianni Petrucci (basket), Paolo Barelli (nuoto), Angelo Binaghi (tennis) o Franco Chimenti (golf), tutti (almeno) al terzo mandato consecutivo. La stretta al quarto mandato consecutivo dei presidenti federali, introdotta con il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, avrà un impatto immediato su un certo numero di presidenti attualmente in carica (si veda tabella in pagina). Questo proprio nell’anno delle elezioni federali.

PIU’ DIFFICILE IL QUARTO MANDATO

Il decreto prevede che, in caso di candidatura dopo il terzo mandato consecutivo, i presidenti uscenti sono eletti «a condizione che conseguano alla prima votazione un numero di voti pari almeno ai due terzi del totale dei voti validamente espressi». In caso di mancata elezione, non potranno candidarsi alle votazioni successive per lo stesso mandato. Nel caso, invece, di pluricandidature, non si procede al ballottaggio tra gli altri candidati e si indicono nuove assemblee elettive anche per i membri degli organi direttivi.

Nessuna scorciatoia in caso di commissariamento o di mandati non completi. Verranno considerati compiuti «i mandati che hanno avuto durata superiore a due anni e un giorno nonché i mandati di durata inferiore in caso di cessazione a causa di dimissioni volontarie o commissariamento».

La nuova impostazione avrà un impatto non indifferente sul panorama dei presidenti delle federazioni sportive italiane. Recentemente, sul tema è intervenuta anche la Consulta (sentenza 184/2023), che ha dichiarato la illegittimità costituzionale della cosiddetta legge Lotti (legge 8/2018), la quale imponeva un tetto massimo di tre mandati.

Scritto da redazione