in ,

Riforma dello Sport e modifiche statutarie di ASD e SSD

Entro il 30 giugno 2024 vanno aggiornati e depositati gli statuti di ASD e SSD in ossequio alle nuove disposizioni normative ph freepik

Dopo la proroga concessa in passato, le società sportive devono osservare la scadenza del 30 giugno per adeguare il proprio statuto alle nuove regole introdotte dalla riforma

beatrice.masserini@studiocassinis.com

Per le ASD e SSD già iscritte nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche il legislatore ha prorogato al 30 giugno 2024 il termine entro il quale scatta l’obbligo di conformare i propri statuti alle nuove regole di cui al D. Lgs, 36/21, pena la perdita della qualifica.

L’adeguamento impone l’introduzione di clausole statutarie del tutto assenti anteriforma. Si pensi, ad esempio, alla possibilità per l’ente sportivo di svolgere attività diverse rispetto a quelle sportive dilettantistiche, sempreché secondarie e strumentali tenendo conto di criteri e limiti definiti con apposito decreto non ancora emanato. Una previsione, questa, che amplia il novero delle attività esercitabili consentite agli enti, solo a condizione che lo statuto lo preveda espressamente. Diversi sono, tuttavia, gli aspetti da considerare; infatti, l’efficacia della clausola statutaria relativa alle attività diverse dovrà valutarsi in coordinamento con lo stato dell’arte della riforma. Ad oggi manca il decreto recante i criteri e limiti per l’esercizio da parte delle ASD/SSD di tali attività. Con la conseguenza che gli enti potranno sì svolgere queste attività, ove statutariamente previste, adottando tuttavia un comportamento prudenziale in questa fase di assenza del provvedimento attuativo.

ph freepik

A livello operativo, l’obbligo di adeguamento statutario richiede un passaggio in assemblea, con approvazione del nuovo statuto con le maggioranze straordinarie. Particolare attenzione occorre, dunque, prestare al rispetto dei quorum previsti dallo statuto vigente o, in mancanza, dall’articolo 21 del Codice civile. Sotto il profilo fiscale, la riforma agevola le ASD e SSD in questa fase di adeguamento con un regime di esenzione dall’imposta di registro. Quest’ultima scatta, tuttavia, solo ove le modifiche adottate siano di «mero adeguamento» al D. Lgs. 36/21. Vale a dire quelle finalizzate a adeguare lo Statuto a norme inderogabili od introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove norme derogabili.

È il caso, ad esempio, di quella previsione relativa all’esercizio in via «stabile e principale» di attività sportive dilettantistiche, salvo quanto previsto per gli enti che siano anche ETS. Ulteriore aspetto da chiarire riguarda l’assenza di scopo di lucro. La Riforma dello Sport ha introdotto una parziale e limitata ipotesi di distribuzione degli utili con riferimento ai soli enti sportivi costituiti in forma societaria (le SSD). Una previsione già efficace e che tuttavia non si coordina con le altre disposizioni in materia di imposte dirette ed Iva vigenti per ASD/SSD che, invece, escludono la possibilità di distribuzione degli utili ove si intenda accedere a misure fiscali agevolate.

ph freepik

È il caso, ad esempio, del regime di de-commercializzazione sui corrispettivi specifici versati da associati, partecipanti e tesserati di cui all’articolo 148, comma 3 del Tuir e delle clausole obbligatorie da rispettare al comma 2 del medesimo articolo 148. È chiaro che, in assenza di coordinamento, l’adozione delle nuove clausole previste dal D. Lgs. 36/21 comporterebbero la perdita delle agevolazioni fiscali. Va infine evidenziato che l’obbligo di adottare modifiche statutarie per adeguare gli statuti alle nuove disposizioni normative non riguarda solo le ASD/SSD «di base», ma anche gli Organismi sportivi affilianti. Infatti, anche le Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed Enti di promozione sportiva e relative articolazioni dovranno adeguare i propri statuti ai nuovi princìpi informatori approvati dal Consiglio nazionale del Coni, rispettivamente lo scorso 16 febbraio e 22 aprile.

Un adempimento da non dimenticare è quello di depositare, una volta che gli statuti saranno stati aggiornati da parte di ASD e SSD tramite assemblee straordinarie, i nuovi statuti – a cura del Notaio rogante o in alternativa da parte delle stesse ASD/SSD – nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche.