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Sfatare il mito dei 10.000 passi giornalieri

Camminare fa decisamente bene, ma forse sono sufficienti 7.000 passi/die e non i famosi 10.000 ph drobotdean by freepik

Alle volte ci facciamo condizionare da teorie poi messe in discussione come dimostra l’eccellente medico sportivo, Francesca Conte, le cui posizioni piacciono anche al noto fisiologo e metodologo, Francesco Confalonieri

Succede troppo spesso, ma oggi vale una tesi che tutti tendono ad assecondare per poi domani confutarla, con il seguito di tutti coloro che prima erano convinti delle conclusioni stabilite dalla precedente teoria. Vedi cosa accade nell’alimentazione con le fenomenali indicazioni del digiuno “salutare” o della nutrizione iperproteica che trascura i danni nefrologici possibili: chiedere agli ultracentenari in discreta salute quanto abbiano nella loro vita fatto scelte tanto discutibili.

ph freepik

Probabilmente chi supera o avvicina il secolo non necessariamente si è dannato troppo nemmeno nel fare attività fisica regolare, ma appartiene comunque ad una generazione che per trasferirsi non disponeva di auto o moto, ma camminava o usava la bicicletta e il cui lavoro era spesso manuale e in costante movimento, non seduto dietro ad una scrivania come accade oggi. Per di più si tratta di persone avvantaggiate da un patrimonio genetico che li ha portati alla longevità tanto agognata dai più.

Venendo quindi alla questione odierna, collegata anche a quanto sopra, si parla del numero dei passi ritenuti necessari per stare bene o addirittura prevenire patologie croniche e problemi di equilibrio, deambulazione o altro. Il numero da sempre “scientificamente” ritenuto indispensabile è di 10.000 passi. Ora, però, lo studio diffuso da Lancet Group li mete fortemente in discussione, dal momento che alcuni studi stabilirebbero che il numero minimo è 7.000.

Interessante quindi leggere quanto ha riportato Francesca Conte (su LinkedIn), medico dello sport: un articolo sintetico ma molto chiaro, il cui contenuto è stato rilanciato dal celebre fisiologo e medico sportivo, Francesco Confalonieri, ben noto ed affermato nel settore nuoto.

MA BISOGNA VERAMENTE FARE 10.000 PASSI AL GIORNO?

È uscito proprio ieri su The Lancet Group un articolo per sfatare il mito del numero “magico” dei 10.000 passi per stare bene. E’ una metanalisi di 57 studi prospettici che evidenzia come in realtà la soglia da considerare per avere risultati clinicamente significativi sia 7000 passi.

ph Francesca Conte da The Lancet Group

In sintesi, le persone che raggiungono i 7000 passi/die, rispetto a coloro che si fermano a 2000 passi/die, hanno i seguenti benefici:
– Mortalità (tutte le cause): Riduzione del rischio fino al 47%.
– Malattie Cardiovascolari (incidenza e mortalità): Riduzione del rischio fino al 25% (incidenza) e 47% (mortalità).
– Salute Neurologica (demenza): Rischio inferiore fino al 38%.
– Salute Metabolica (Diabete Tipo 2): Rischio inferiore fino al 14%.
– Salute Oncologica (mortalità per cancro): Rischio inferiore fino al 37%.
– Salute Mentale (sintomi depressivi): Riduzione fino al 22%.
– Prevenzione delle Cadute: Rischio inferiore fino al 28%.

Questi risultati rafforzano la validità del conteggio dei passi come parametro pratico e semplice per le raccomandazioni sull’attività fisica, offrendo una base empirica per obiettivi quantificabili e personalizzabili. E’ chiaro che per le persone già allenate e molto sportive, i 7000 passi possano sembrare un obiettivo facile e “banale”, ma per i sedentari sono spesso già una sfida.

Noi professionisti sanitari dobbiamo aiutare i pazienti fornendo obiettivi realistici e con significato clinico. Integrare la promozione di un’attività fisica basata sui passi quotidiani è a mio avviso una strategia efficace e semplice nella gestione e prevenzione di numerose patologie croniche. La possibilità di definire un obiettivo di 7.000 passi/die, più accessibile per molti pazienti, può favorire la compliance e l’ottenimento di benefici tangibili.

Vi capita di chiedere il numero di passi/die ai vostri pazienti? Io lo faccio con i più sedentari e invito a usare device (orologi o applicazioni del telefono) con il contapassi.

Scritto da redazione