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Show Club, l’eccellenza estesa alla Piscina

Swow Club, uno dei PT Studio di maggior successo in Italia, ha inserito la piscina in un suo club di Padova con obiettivi precisi

Da un modello che sta ottenendo risultati sorprendenti, il gruppo padovano eleva l’idea di servizio personalizzato per raggiungere più sedentari attraverso percorsi basati sull’esperienza acquatica

Questa intervista è stata pubblicata su HA Wellbeing di maggio-giugno 2024

info@wbox.it

Distintisi poco esattamente un anno fa per l’apertura della prima palestra in beneficenza, Show Care, Giorgio Leo e Vito Stolfi hanno deciso di dare un’ ulteriore spinta alla loro progettualità evoluta aprendo la prima piscina in uno dei loro club. Le ragioni di una scelta così nuova e le idee di sviluppo e miglioramento di Show Club le racconta Giorgio Leo in questa nuova intervista.

Giorgio Leo e Vito Stolfi i fondatori di Show Club

Il modello Show Club si distingue fin dai primi anni per essere vincente: può sintetizzarlo nei punti che ritiene fondamentali per fare la differenza?

Più che modello vincente, ci impegniamo perché funzioni al meglio. Saremo vincenti quando avremo messo a sistema almeno una quindicina di club che producono reddito, in modo continuativo, solo allora potremo parlare di qualcosa che si avvicina alla parola che ha citato.

Detto questo, se la domanda è relativa a cosa ci aiuta a differenziarci e a creare un posizionamento di mercato definito, allora posso affermare che il punto chiave è l’ascolto attivo.

Fin dall’inizio dall’avvicinamento ai nostri club amiamo a prenderci cura davvero delle esigenze del potenziale cliente e proseguiamo quando esso lo diventa a tutti gli effetti. La UX è pensata e cucita su misura per mettere il cliente al centro, senza giudizi, trasmettendo e condividendo empatia, aiutandolo a raggiungere i risultati che desidera, provando piccole e continue vittorie, che migliorano la sua autoefficacia e il suo senso di padronanza.

La nuova ed elegante piscina di Show Club a Padova

Ciò lo aiuta a provare gioia e sorpresa, emozioni in grado di evocare il piacere.

Solo chi si muove provando questa sensazione è destinato a proseguire il suo percorso e, solo chi lo fa, può cambiare in positivo le sue abitudini di vita, diventando davvero una persona attiva, sconfiggendo così il demone della sedentarietà. 

Il punto chiave è l’ascolto attivo: amiamo prenderci cura davvero delle esigenze del potenziale cliente e proseguiamo quando esso lo diventa a tutti gli effetti

In oltre vent’anni di storia di Show Club, quali sono stati i cambiamenti più significativi, l’ultimo dei quali è l’inserimento della piscina in un vostro club?

Cambiamo in continuazione, perché analizziamo le risposte del nostro mercato di riferimento e cerchiamo soluzioni utili a migliorare l’esperienza utente. Abbiamo iniziato io e il mio socio, nel 2005, dopo 5 anni che lavoravamo insieme in un piccolo club generalista nel centro di Padova.

Da 2 siamo passati ad avere una squadra di 7 persone, poi 27, fino ad arrivare alle circa 80 attuali, contando chi lavora in piscina e nella software house di nostra proprietà, Angel1. Il 2009, in concomitanza con l’apertura del secondo club, è stato un momento chiave perché abbiamo coniato il metodo delle 3F per dare un indirizzo e un modus operandi comune, indispensabile per prevedere l’ottenimento dei risultati che desiderano i nostri clienti e per organizzare il lavoro di gruppi eterogenei.

Dal 2011 alleniamo tutti i nostri fruitori con il cardiofrequenzimetro: prima al polso (con i vecchi Polar ft1) e dal 2016 con il nostro sistema di telemetria proprietario (rebeat), parte integrante del nostro software Show Cloud, sviluppato dalla nostra software house Angel1.

Dal 2013 proponiamo solo percorsi continuativi ai nostri clienti per essere congruenti con loro e con il nostro posizionamento di promotori della salute e di motivatori. Lo facciamo in modo semplice, scegliendo insieme quante volte a settimana è preferibile allenarsi e quanto dureranno le sessioni di allenamento. Dall’anno successivo tutto le persone che lavorano all’interno dei nostri centri sono assunte a tempo indeterminato, in modo esclusivo nei nostri club ed è così anche per la piscina.

Cambiamo in continuazione, perché analizziamo le risposte del nostro mercato di riferimento e cerchiamo soluzioni utili a migliorare l’esperienza utente

Nel 2015, per la prima volta al mondo e senza timore di smentita, abbiamo lanciato il nostro servizio di personal training in squadra. Ogni cliente è preso in carico da un team ristretto e selezionato di personale, nessun cliente è affidato a un singolo personal trainer. È una rivoluzione silenziosa, che forse meriterebbe un articolo a parte. Tre anni più tardi questo cambio d’approccio abbiamo creato il primo modello softwerizzato per gestire periodizzazioni di allenamento, test e schede.

Arriviamo poi all’ultimo quadriennio: nel 2020 abbiamo lanciato il personal training virtuale all’interno della nostra piattaforma proprietaria e ciò ci ha salvato nel corso del periodo covid. Il 70% dei nostri clienti ha aderito a questa offerta, a pagamento, permettendoci di proseguire ad allenare nonostante le restrizioni.

Tra il 2021 e il 2023, in ordine, abbiamo lanciato la nostra telemetria proprietaria in videochiamata per monitorare anche gli allenamenti virtuali e iniziato la progettazione della nostra prima piscina, portando le peculiarità del nostro servizio a secco anche in acqua.

Da un modello collaudatissimo e di successo ora passa ad un elemento radicalmente nuovo, con l’inserimento dei vostri percorsi in piscina. Cosa cambia rispetto a prima?

Assolutamente nulla. Porteremo il nostro modello in acqua, proponendo percorsi continuativi personalizzati per il mercato 1:1. Ciò che introdurremo di nuovo sono una ricca proposta di allenamenti a piccoli gruppi nel corso del palinsesto giornaliero, in aggiunta al personal training, indirizzati verso un pubblico eterogeneo formato da persone che vogliono allenarsi in acqua per stimolare il metabolismo (la R che ridefinisce), per diminuire e risolvere dolori articolari (la R che riallinea), per contrastare infine gli effetti avversi dell’invecchiamento (la R che rigenera).

Dopo le 3F, abbiamo coniato le 3R!

Inoltre, inizieremo a prenderci cura dei bambini 0-5 anni. Per noi una grande sfida e allo stesso tempo un modo per iniziare a lavorare sulla promozione della salute e sulla prevenzione fin dalla più tenera età.

Stiamo portando il nostro modello in acqua, proponendo percorsi continuativi personalizzati per il mercato 1:1

Quando ha iniziato a pensare alla piscina integrata nel vostro progetto e cosa l’ha spinta in questa direzione?

Il desiderio di completare l’offerta di servizio per un pubblico più ampio, dare un servizio migliore ai nostri attuali clienti e alzare l’asticella del posizionamento ulteriormente. In un mercato caratterizzato da prezzi bassi e instabilità aziendale (il mondo del personal training è spesso una stanzetta o proposte “sommerse”), vogliamo dare un messaggio diametralmente opposto. Per prendersi cura in modo etico e professionale di persone a cui non piace fare esercizio, è indispensabile farlo proponendo offerte di servizio il più possibile complete, in ambienti curati e salutari, con squadre preparate, facendo impresa.

Quale valore attribuisce all’acqua in una logica di servizio e strategia, e quale per rafforzare il business e la reputazione, se ritiene che la vasca possa incidere su questo ultimo fattore?

Un valore importante, altrimenti non avrei investito in questo progetto.

Ovviamente non credo nell’assoluto, perciò per me la vasca è sempre una parte del tutto. Se potessi scegliere o decidere io per i nostri potenziali clienti, proporrei un allenamento integrato nei due ambienti, come chiave di volta per preservare la salute e ottenere i migliori risultati e stimolare al meglio la motivazione all’esercizio. 2 allenamenti a settimana a secco e 2 in acqua cambierebbero la vita davvero di tanti sedentari.

Non credo nell’assoluto, perciò per me la vasca è sempre una parte del tutto

Vedo la vasca come chiave di volta per accendere un numero maggiore di sedentari che nella fase iniziale, grazie all’acqua, possono avere meno “barriere”, rispetto all’attività a secco. Credo che grazie all’acqua possiamo portare valore a quelle persone anziane o reduci da infortuni gravi, che possono trovare uno scivolo più dolce per iniziare un percorso di esercizio fisico e salute.

Uno dei punti di forza del modello Show Club è la misurazione dell’attività svolta da ogni persona da voi seguita: come sta strutturando il monitoraggio in piscina e che risposte vi attendete da quest’area destinata ad alcuni vostri clienti ma non certo a tutti?

Il monitoraggio è operativo anche in acqua attraverso la nostra telemetria proprietaria Rebeat, parte integrante del nostro software Show Cloud powered by Angel1. Al momento dell’iscrizione dotiamo tutti i nostri clienti di un cardiofrequenzimetro a braccio. Stiamo sviluppando una novità importante per il monitoraggio in acqua, che vogliamo lanciare a inizio 2025 per rendere il sistema ancora più completo ed efficace per chi come i nostri clienti sceglie attività verticali in acqua, da affiancare al cardiofrequenzimetro a braccio.

Giorgio Leo

Dal congresso Show4Health, alla palestra in beneficenza, Show oltre che per i propri club si sta distinguendo per l’impegno su più fronti, fra cui quello di produrre un software gestionale, Show Cloud e, da maro 2024, l’apertura di una vasca: è lecito attendersi altro da voi o per ora può bastare?

Ci stiamo lavorando. Ci sono 2 aperture in vista. Fino alla firma non diciamo altro.

L’anima tecnico-scientifica di Show Club è rappresentata dal suo socio Vito Stolfi: inciderà anche nella zona piscina o vi avvarrete di altre figure più dedicate all’acqua?

Vito Stolfi, mio socio e papà del metodo delle 3F, lavora molto vicino al nostro direttore Stefano Candidoni (che ha oltre 30 anni di esperienza nel nuoto verticale e vari riconoscimenti a livello nazionale) per poter proporre la miglior offerta tecnica possibile.

Quando dico migliore, intendo la migliore soluzione per aiutare le persone a muoversi in acqua, provando piacere, perciò stimolando la loro motivazione nel percorso e virando verso un vero e proprio stile di vita più attivo.

Ogni settimana fanno ricerca e sviluppo per mettere la loro grandissima esperienza al servizio dei nostri clienti.

Con loro lavorano a stretto contatto il nostro capo della formazione, Gilbert, e vari personal che sono in formazione da diversi mesi, grazie anche all’aiuto dell’amico Paolo Gecchelin che ci ha ospitato in questi mesi nel suo bellissimo impianto, “Piscine di Vicenza”.

Quando dico migliore, intendo la migliore soluzione per aiutare le persone a muoversi in acqua, provando piacere

Che idea si è fatto del servizio medio erogato nelle piscine e quali differenze coglie fra l’offerta e gli ambienti di una piscina pubblica e quelli di una palestra con o senza piscina?

In realtà non sono così preparato. Porto i miei bambini a imparare a nuotare in un impianto pubblico gestito da una associazione e, di sicuro, vedo molte aree di miglioramento, come genitore.

Il confronto palestra con o senza piscina con un impianto pubblico è molto difficile da immaginare per me.  Penso siano due proposte per due pubblici totalmente differenti. Di certo avere una vasca permette un posizionamento di mercato più alto e una maggior capacità attrattiva su target eterogenei per le palestre, soprattutto se l’offerta non si orienta sul nuoto. Resta importante quest’ultima disciplina, a patto di svolgere riflessioni doverose sul tema gestione degli impianti e del personale, spesso precario e poco fidelizzato.

In che misura il modello Show Club è replicabile in qualsiasi territorio e quali sono le condizioni per cui potrebbe valutare una nuova apertura di un boutique studio?

È di certo replicabile, a patto ci sia un bacino di utenza potenziale preciso. In Italia, purtroppo, la percentuale di popolazione sedentaria è così elevata che tutti i territori sono potenziali

Di certo avere una vasca permette un posizionamento di mercato più alto e una maggior capacità attrattiva su target eterogenei per le palestre

È pensabile che, purché ci siano spazi e condizioni, possa inserire una piscina in altri suoi club, magari di prossima apertura?

Si, certamente. Stiamo lavorando a una opportunità proprio in tal senso, oltre alle 2 potenziali aperture di cui parlavo prima. Abbiamo un piano industriale che prevede un numero di aperture all’anno, da qui al 2027. Poi vedremo, se saremo bravi, come proseguire e cosa fare da grandi, tanto a secco quanto in acqua.

La sintesi della vostra filosofia potrebbe essere il congresso annuale evocato: conferma o reputa tale evento come un più che vuole offrire ad ogni suo cliente e alla collettività per divulgare la cultura del movimento determinante per la salute?

Lo spettacolo della salute è per noi un momento importante. Vogliamo diventi l’evento più importante d’Italia, sui temi della promozione della salute e sulla diffusione degli stili di vita attivi. A proposito, segnate in agenda: 3-10-24, Milano. Tutto il resto lo troverete sul nostro sito: www.spettacolodellasalute.it.

Vogliamo che l’evento “Lo Spettacolo della Salute” diventi il più importante d’Italia sui temi della promozione della salute e sulla diffusione degli stili di vita attivi

Sedentarietà, obesità, patologie croniche o lievi: come fare a superare queste criticità diffuse nella popolazione e come attirare un numero maggiore di persone in palestra o piscina?

Concludo come avevo iniziato: ascolto attivo e piacere. Queste parole sono la soluzione che vedo nitida per ispirare persone a muoversi.  

Se le persone che hanno timore di muoversi, per la presenza anche di patologie concomitanti che aggravano la loro già bassa motivazione all’esercizio, si sentono ascoltate e non giudicate, trovano un ambiente sicuro e curato, persone empatiche e professionali a prendersi cura di loro e sentono che riescono, provando sensazioni di piccole vittorie continue e miglioramenti continui, gioia e sorpresa, alimentando il piacere di muoversi, per quale motivo dovrebbero restare sedentarie?

Abbiamo un piano industriale che prevede un numero di aperture all’anno, da qui al 2027

Scritto da Ciro Lo Giudice