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Sicurezza nelle piscine: Acquanet approfondisce i profili applicativi dell’articolo 4-bis

L'analisi delle ricadute tecniche e applicative dell’articolo 4-bis in una fase in cui manca la necessaria chiarezza ph Professione Acqua

Le Linee Guida n.3 indagano l’ambito delle aspirazioni interessate, i criteri di sicurezza, gli effetti della chiusura e l’individuazione degli organismi di controllo e forniscono le prime possibili risposte pratiche

Acquanet sta approfondendo le ricadute tecniche e applicative dell’articolo 4-bis, recante “Misure per la sicurezza nelle piscine”, inserito nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, approvato definitivamente dal Senato il 29 luglio 2026.

La disposizione stabilisce all’art.4-bis che, “nelle piscine pubbliche o private destinate a un’utenza pubblica, comprese quelle a uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione debbano impedire fenomeni vorticosi di aspirazione con effetto ventosa su qualsiasi parte del corpo dei bagnanti”. In caso di violazione è prevista la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi.

L’Associazione condivide la finalità di tutela della sicurezza dei bagnanti e ritiene essenziale che l’applicazione della norma poggi su criteri tecnici chiari, verificabili e uniformi. È quindi indispensabile un chiarimento da parte del Governo, così come ha segnalato il Senato accogliendo l’emendamento Paganella con l’Ordine del Giorno n. G/1978/4/7 al DDL n. 1978.

  • La circolare esplicativa dovrebbe considerare la necessità di dare indicazioni chiare in particolare sui seguenti aspetti:
  • Ambito delle aspirazioni. Occorre chiarire se la disposizione riguardi soltanto le aspirazioni collegate al sistema di ricircolo per la depurazione – così come esplicitate all’art. 4-bis – oppure anche quelle asservite a giochi d’acqua, impianti idromassaggio, fontane, acquascivoli e sistemi analoghi.
  • Concetto di “messa in sicurezza”. A parere di Acquanet, se una aspirazione risponde alla norma tecnica di riferimento in vigore al momento della sua realizzazione è sicura. Tuttavia considerando la vetustà di alcuni impianti, merita chiarire e definire quando un’aspirazione possa considerarsi “messa in sicurezza”, quale rilievo assumano le norme tecniche vigenti al momento della realizzazione e quali soluzioni possano attestare la sicurezza degli impianti non riconducibili a tali riferimenti.
  • Cosa si intende per chiusura immediata dell’impianto. Va chiarito se ci si riferisce all’intero impianto natatorio oppure il solo impianto tecnologico al quale siano collegate le aspirazioni ritenute non sicure, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza.
  • Controlli. È opportuno identificare le autorità competenti, i criteri ispettivi e le procedure applicabili, così da garantire uniformità sul territorio nazionale.

Acquanet proseguirà l’esame della disposizione, predisponendo eventuali circolari di riferimento interne, e valuterà le iniziative istituzionali più opportune nell’interesse della sicurezza degli utenti, della chiarezza applicativa e della corretta valorizzazione delle competenze professionali coinvolte.

Puoi consultare le Linee Guida n.3 – Aspirazioni – al link: https://www.acquanetpiscine.it/wp-content/uploads/2026/07/LG-n.3-La-sicurezza-delle-aspirazioni-in-piscina.pdf

Per saperne di più: https://www.acquanetpiscine.it/ o scrivi a info@acquanetpiscine.it

Scritto da redazione