in , ,

Società quotate in borsa nella fitness industry: guadagni sensibili per Life Time e Sats

Delle Sette Sorelle del fitness quotate in borsa, Life Time è quella che sta performando meglio ph Life Time

Le “sette sorelle” del fitness legate all’alta finanza sono su un volume d’affari complessivo di 3,6 miliardi di euro; però in merito ai profitti in crescita, il trend riguarda pochissimi

Alle volte i numeri di ricavi e borsa abbagliano, ma non è tutto oro quello che luccica.

Anzi, lo è per colossi come Life Time e la norvegese Sats, ma lo è meno, per esempio, per le altre cinque grosse catene che sono quotate in borsa come le due testè menzionate.

Nel complesso, fra le società che si collocano nell’alta finanza, si parla di utile complessivo di quasi 93 milioni di euro a fine terzo trimestre e di ricavi che a settembre 2023 hanno raggiunto i 3,6 miliardi di euro.

Potremmo quindi parlare delle “Sette Sorelle” quotate in borsa, di cui due beneficiano di un trend travolgente, mentre le altre, pur se in forte risalita, devono ancora recuperare ossigeno e utili.

Se ci fermiamo al volume d’affari, sul podio Life Time (catena premium) comanda la speciale classifica delle catene quotate; segue il gigante dai grandi numeri, Planet Fitness (low cost) e chiude Pure Gym che in Europa, e non solo, sta interpretando la parte di protagonista.

ph Planet Fitness

Tuttavia, fermandosi ai dati aggregati espressi dalle Sette Sorelle, si registrano incrementi talvolta straordinari che attestano quanto stia galoppando il comparto verso traguardi di grande rilievo. I ricavi aggregati infatti toccano la crescita del 20,1%, passando da 2,759 miliardi di euro a settembre 2022, a 3,6 miliardi nello stesso periodo 2023.

Come si accennava, questa speciale graduatoria la guida Life Time che prima dell’ultimo quarter 2023 era a quota 1,658 miliardi di dollari, con una accresciuta redditività.

Quanto a profitti, tuttavia, Life Time è andata bene, con 52,4 milioni di dollari, ma non bene come Planet Fitness che, pur fatturando meno, ha raggiunto un utile quasi doppio rispetto alla catena premium: 103 milioni di dollari che vale un rotondo +50%, mentre i ricavi a settembre erano “solo” 715 milioni di dollari, pari a +19,9%.

In ambedue i casi, stiamo comunque parlando di numeri da capogiro.

Sempre su numeri elevati, ma al gradino più basso del podio, l’orange Basic Fit, che, come da precedenti approfondimenti, punta a superare il miliardo di euro entro fine anno. Per la catena olandese la crescita è del 36% riferita a fine settembre.

ph Basic Fit

Piazza d’onore per la britannica Pure Gym, anche questa low cost, capace di fatturare 473 milioni di euro a fine terzo trimestre con un netto calo delle perdite di quasi 50%.

Su valori meno rilevanti le due catene scandinave quotate in borsa. La svedese Artico e la norvegese Sats la quale si distingue per la performance sui profitti.

Il gruppo svedese si è attestato a fine settembre a 44 milioni di euro, confermando il dato del 2022 ma tagliando le perdite di ben il 33%.

Molto bene la norvegese Sats i cui ricavi sono cresciuti del’11,9% toccando i 94,6 milioni di euro, ma portando soprattutto a casa un utile di 2,4 milioni di euro.

ph Stats

Mancherebbeall’appello la settima sorella, ovvero The Gym, la quale tuttavia non ha ufficializzato i propri dati, rendendo quindi vana una comparazione e una collocazione nel rating delle sette catene quotate in borsa. Per la cronaca anche Basic Fit non ha ufficialmente annunciato i dati a fine terzo trimestre, cosa che invece hanno regolarmente rispettato tutti gli altri cinque top player.

Certo noi possiamo solo guardare a distanza le evoluzioni finanziarie e le performance di crescita di queste aziende tanto dinamiche, ma abbiamo la riconferma che, puntando su modelli di servizio e di business vincenti, il fitness si rivela essere un mercato che riserva grandi soddisfazioni.

Fonte parziale Palxo23

Scritto da Marco Tornatore