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Tasso di natalità in declino e crescita degli Over 65: che risposte dà il sistema sport?

L'Italia invecchia e il tasso di natalità in forte calo suggerirebbe di rivoluzionare strategie e servizi nonchè ambienti di palestre e piscine ph freepik

I dati Istat confermano le tendenze demografiche che preoccupano il sistema Italia, ma che sembra interessino meno gli operatori sportivi, molti ancora legati ad un’offerta valida ad inizio millennio

Nei primi anni del 2000 le nascite erano circa 550.000 e la popolazione viveva di equilibri fra nascite e decessi o longevità dei più anziani ancora accettabile. Ma già allora, pur se con proiezioni non così allarmanti, si metteva in guardia sul calo delle nascite e su una crescita poco sostenibile anche per la previdenza nazionale dei senior e dei pensionati.

A distanza di un quarto di secolo, le previsioni negative sono tutte confermate, ma con dati ancor più allarmanti.

Le palestre sono studiate, realizzate e offrono accoglienza, personale e servizi adeguati per la popolazione meno giovane ph freepik. credit zaynyinyi

Le nascite superano di poco quota 370.000, dato più basso degli ultimi 70 anni: basti ricordare che negli anni 60 la generazione dei baby boomers garantiva punte intorno al milione di bebè/anno.

Oggi la previsione dice che nell’arco del prossimo decennio nelle scuole si passerà dagli attuali 7,6 milioni di alunni a 6 milioni, mentre sarà inevitabile alzare l’età pensionabile perché nessun sistema previdenziale può reggere. Quindi lasciamo a posizioni populistiche ed irresponsabili l’idea di abbassare l’età per l’uscita dal lavoro: di fatto dovrà essere elevata anche alla luce della crescente aspettativa di vita degli italiani.

Un quadro demografico-sociale con ricadute economiche fondamentali cui non sfugge nemmeno il sistema sportivo. Ma le piscine continuano a focalizzarsi solo (o quasi) su corsi neonatale e programmi di scuola nuoto che sembrano ignorare i dati che esprime una società che invecchia e che vede ridursi verticalmente il numero di potenziali clienti in età scolare. Per gli Over 65 la proposta è quella dei decenni passati, anzi, la tendenza è di offrire attività per gli adulti, coinvolgendo indistintamente tutta le generazioni over 25 con un’offerta per nulla segmentata, specialistica e ragionata a) per attirare categorie diverse di popolazione b) per offrire servizi mirati e irrinunciabili per chi ha precisi bisogni e non dovrebbe rinunciare all’esercizio fisico, ancor più in acqua, che facilita il movimento per chi nelle attività terrestri ha difficoltà.

Un corso neonatale in piscina è molto remunerativo per chi lo offre, ma scarseggia l’utenza per nascite insufficienti ph PABS Consulting

La musica cambia poco nelle palestre, dove si pensa ai giovani (ma lo abbiamo capito che sono verticalmente in calo e caleranno ancora di più?) e al rilancio di proposte per la forza e allenamenti HIIT, quando la maggioranza della popolazione è sempre più Over e longeva. Sin dai 40 anni sono sempre più richiesti servizi anti-invecchiamento e per prevenire patologie in modo da poter contare su una vita lunga ed in salute.

In questo senso, oltre ad attività cardiovascolari con e senza macchine, mancano ambienti e programmi dedicati; un percorso dove dall’inizio prevalgano un check up e una valutazione funzionale con strumenti idonei (non necessariamente guidati da un medico), validissimi per qualsiasi persona over 40. Certo, nei programmi anti-aging conta anche contrastare il fenomeno della sarcopenia e i crescenti infortuni per perdita di forza e di equilibrio per i meno giovani (quindi alle macchine isotoniche è giusto non rinunciare), ma l’offerta va quasi rivoluzionata e ben bilanciata con attività tendenti all’olistico e che diano peso crescente alla guida verso stili di vita idonei, con attenzione alla parte nutrizionale e alla salute mentale, sapendo che quest’ultima beneficia molto dell’attività outdoor.

L’Italia dovrebbe pensare all’offerta di esercizio fisico per i meno giovani senza trascurare lo sport per i più piccoli, tuttavia sempre meno numerosi ph freepik

Se indaghiamo su come oggi le piscine e le palestre rispondano a questi nuovi bisogni di una popolazione troppo sedentaria e sovrappeso, ma ancor più sempre meno giovane e tendenzialmente vecchia, le evidenze non sono molto confortanti. Perseveriamo nel concentrarci su quel 9% della popolazione che va da sempre nelle piscine e nelle palestre, dimenticando che il 91% non è attratto da questi ambienti e da personale troppo inadeguati, insensibili ed incapaci di intercettare i loro bisogni e di dare le risposte corrette, rivoluzionando modelli di servizio che eufemisticamente e in modo generoso possiamo definire antichi.

Per capacitarci meglio del quadro demografico attuale e cominciare seriamente a rivoluzionare ambienti, attrezzature, preparazione e selezione del personale e offerta/programmi studiati per la clientela di oggi e per quella che numerosa potrà affluire nei centri sportivi, corre in soccorso un articolo sintetico di ItaliaOggi. Suggeriamo di leggerlo e di riportarne i contenuti ai tanti colleghi che forse non amano la lettura, ma se vogliono avere un futuro imprenditoriale e professionale, è bene che si aggiornino o che adeguino le loro visioni e scelte.

Le piscine sono progettate e offrono servizi per giovani, ma la maggioranza della popolazione sarà sempre più anziana e over 45 ph freepik

ITALIA, CULLE SEMPRE PIÙ VUOTE: 14.000 NEONATI IN MENO NEL 2023

L’allarme dell’Istat. Nel 2023 i bambini neonati sono stati il 34% in meno rispetto a quelli registrati nel 2008 e anche gli stranieri residenti in Italia fanno pochi figli

Secondo i dati pubblicati dall’Istat, nel 2023 i nati residenti in Italia sono 379mila, con un tasso di natalità del 6,4 per mille (era 6,7 per mille nel 2022). La diminuzione delle nascite rispetto al 2022 è di 14mila unità, corrispondente a un calo del 3,6%.

Rispetto al 2008 i neonati sono stati 197 mila in meno (-34,2%) 

Rispetto al 2008, ultimo anno in cui si è assistito aumento, la flessione è di 197mila neonati (erano stati 577 mila quell’anno e il calo percentuale è addirittura del 34,2%. Il numero medio di figli per donna scende così da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023, avvicinandosi di molto al minimo storico di 1,19 figli registrato nel 1995. La riduzione della natalità riguarda indistintamente nati di cittadinanza italiana e straniera. Questi ultimi, il 13,3% del totale dei neonati, sono 50mila, 3mila in meno rispetto al 2022. 

La popolazioe più anziana sovente ha più tempo, più risorse finanziarie e più motivazioni per venire in palestra, ma mancano ambienti e professionalità adeguate ph freepik

Scritto da Marco Tornatore