Ricavi vicini a 493 milioni di euro e investimenti in aumento. L’Italia resta un mercato centrale, mentre la competizione tra produttori si gioca sempre più su tecnologia, servizio e capacità commerciale
Technogym ha chiuso il primo semestre 2026 con 492,6 milioni di euro di ricavi, in crescita del 7,4% sul 2025 e del 9% a cambi costanti. L’EBITDA adjusted sale più lentamente, dell’1% a 85,7 milioni, mentre il margine scende dal 18,5% al 17,4%, risentendo dei maggiori costi di trasporto, materie prime e componenti. L’utile netto adjusted resta sostanzialmente stabile a 43,8 milioni.
La società mantiene una posizione finanziaria netta positiva per 88,6 milioni e ha investito 26 milioni nel semestre, soprattutto in capacità produttiva e innovazione. Nell’intero 2026 gli investimenti dovrebbero raggiungere circa 80 milioni, nell’ambito della Vision 2031.

La documentazione pubblica consultabile conferma la crescita dei segmenti commercial e consumer, ma le sintesi diffuse dopo la semestrale non riportano ancora il dettaglio numerico completo per ciascun canale e per l’Italia. Nel primo trimestre, tuttavia, il business commercial era aumentato del 10,8%, il consumer del 7,9% e i ricavi italiani del 20,7%, indicando un avvio d’anno particolarmente dinamico sul mercato domestico.
Il risultato va letto in un mercato italiano competitivo. Technogym conserva una presenza molto forte nel premium e nei grandi progetti, mentre Matrix e Panatta hanno consolidato posizioni rilevanti presso club e operatori professionali. Life Fitness rimane uno dei marchi storici globali – nell’articolo di ieri, 19 agosto sui leader globali del fitness, Life Fitness viene indicata come la numero uno su scala mondiale– ma la sua visibilità commerciale in Italia appare oggi inferiore rispetto a mercati come Germania, Regno Unito e Spagna: una valutazione di mercato che non può però essere tradotta in quote precise, non essendo disponibili dati pubblici comparabili.
Il semestre conferma quindi la solidità di Technogym, ma segnala anche la sfida della prossima fase: trasformare la crescita dei ricavi e gli investimenti tecnologici in un recupero della marginalità, dentro un settore in cui prodotto, software, assistenza e presidio commerciale sono ormai inseparabili.