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Terapia e tecnologia (in acqua) per assistere al meglio i pazienti

Le nuove frontiere della terapia (in acqua) ph ewacmedical.com

Uno studio tutto italiano trova spazio in un sito olandese che mette in risalto gli esiti della ricerca pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health

Ne dà risalto scientifico l’ International Journal of Environmental Research and Public Health (mdpi.com) a riconferma che lo studio che segue e che afferisce alla terapia per patologie molto serie, merita molta attenzione. Soprattutto perché la ricerca è stata perfezionata da ricercatori italiani dell’Università di Bologna. Un merito alle eccellenze mediche italiane che sappiamo agire spesso con esiguità di risorse, come invece non avviene in molti paesi mediamente evoluti.

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Che l’acqua si presti ad essere il contesto ideale per curare o recuperare da operazioni, infortuni o patologie anche di pesante effetto sul paziente è ormai notorio. Il gruppo di ricerca capitanato da Silvia Fantozzi spiega come tecnologia e acqua, se ben impiegate, permettono risultati e verifiche altrimenti non considerabili.

Sicuramente queste analisi e terapie sono perfezionabili solo in ambienti dedicati, ma in prospettiva chi gestisce piscine deve pensare all’ ambito terapeutico e riabilitativo replicabile in orari e spazi ben definiti (o realizzati ad hoc) per patologie più lievi o attività dedicate a patologici guidati da terapisti e personale qualificato: la salute, ancor più in piscina, è sicuramente materia che può trovare nuovi spazi ripensando all’idea di centro acquatico oggi prevalente. Piscina, non è solo nuoto, ma anche terapia, prevenzione, ambiente ideale per tantissimi patologici lievi e cronici. Ancor più per diversificare un’offerta tendenzialmente prevedibile e omologata.

Questo l’articolo riportato da www.ewacmedical.com

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SENSORI INERZIALI PREZIOSI PER L’ANALISI DELL’INIZIO DELL’ANDATURA IN AMBIENTE ACQUATICO

I sensori inerziali vengono ampiamente utilizzati nell’analisi dell’andatura per valutare la simmetria dell’andatura e il recupero da un infortunio. In un nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che questi sensori possono essere uno strumento prezioso per valutare l’inizio dell’andatura in un ambiente acquatico, in particolare nei pazienti affetti da una lesione incompleta del midollo spinale. La stima di routine di questi parametri durante una sessione di terapia può fornire importanti informazioni sulle diverse strategie di controllo utilizzate in vari ambienti.

Una tecnica di facile implementazione che utilizza quattro sensori è stata utilizzata per valutare l’inizio dell’andatura durante le sessioni di idroterapia. I parametri temporali e di accelerazione calcolati di routine possono valutare l’esecuzione del compito motorio svolto in ambienti asciutti e acquatici, fornendo informazioni vitali sulle tecniche di controllo alternative utilizzate in un ambiente diverso.

SILVIA FANTOZZI (2022) TERAPIA ACQUATICA DOPO LESIONE INCOMPLETA DEL MIDOLLO SPINALE; ANALISI DELL’INIZIO DELL’ANDATURA UTILIZZANDO SENSORI INERZIALI

Abstract:

Le popolazioni con potenziali danni ai sistemi somatosensoriali, vestibolari e visivi o con scarso controllo motorio vengono spesso studiate durante l’inizio dell’andatura. L’attività acquatica ha dimostrato di avvantaggiare la capacità funzionale dei pazienti con lesione incompleta del midollo spinale (iSCI). Il presente studio mirava a valutare l’inizio dell’andatura nei pazienti con iSCI utilizzando un protocollo di facile utilizzo che impiega quattro sensori inerziali indossabili. Sono state calcolate misure di aggiustamento posturale anticipatorio temporale e basato sull’accelerazione e confrontate tra condizioni di immersione in terraferma e in acqua in 10 pazienti con iSCI. Nella condizione acquatica, un aumento della durata del primo passaggio (valore mediano di 1,44 s vs. 0,70 s in condizioni di terra asciutta) e una diminuzione delle accelerazioni quadratiche medie della radice per la parte superiore del tronco (0,39 m/s2 contro 0,72 m/s2 in condizioni di asciutto- condizioni del terreno) e tronco inferiore (0,41 m/s2 vs. 0. 85 m/s2 in condizioni di terraferma) sono stati trovati rispettivamente in direzione medio-laterale e antero-posteriore. La stima di questi parametri, di routine durante una seduta terapeutica, può fornire importanti informazioni sulle diverse strategie di controllo adottate nei diversi ambienti.

Parole chiave:

aggiustamento posturale anticipatorio; unità di misura inerziale (IMU); sensori indossabili; attività dell’acqua; primo passo

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Scritto da redazione