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UE: il diritto alla riparazione vale anche per l’articolo sportivo

La direttiva UE riguarda anche alcuni articoli sportivi ph Parlamento Europeo - GuruXOXAdobeStock

La direttiva del parlamento europeo deve spingere le imprese a rispettare la disposizione, pur oggi valendo solo per prodotti con componente elettronica e tecnologica

Un argomento che non riguarda certo solo gli elettrodomestici o i pc, ma tutto lo scibile dei consumi, quindi anche prodotti e attrezzature sportive. Ancor più se legate a soluzioni tecnologiche o elettroniche di cui la UE impone la certezza della possibilità di riparare il sistema/attrezzo danneggiato o difettoso. Come riporta l’approfondimento di Assosport le batterie e le bici elettriche rientrano fra i prodotti inseriti nel provvedimento “diritto alla riparazione”; ma sono  – per ora – escluse le biciclette.

Prevale quindi il diritto dei consumatori alla riparazione. Secondo la ratio attuale sarebbero escluse le attrezzature in generale incluse quelle meccaniche (macchine isotoniche, indoor bike basiche, in piscina aquabike e aquatreadmill); mentre attrezzature caratterizzate da parte tech ed elettronica dovrebbero rientrare (quindi linee cardio fitness, sistemi di monitoraggio). Ma se a breve sembra verranno inclusi anche i prodotti tessili, tanti distinguo in merito alla riparazione non saranno più operabili.

Questo quanto riporta Assosport nella sua newsletter settimanale

DIRITTO ALLA RIPARAZIONE: FOCUS SUGLI ARTICOLI SPORTIVI

Il 23 aprile il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva la direttiva sul cosiddetto “diritto alla riparazione” (R2R) per i consumatori.

La nuova legge UE obbliga i fabbricanti di prodotti al consumo a fornire servizi di riparazione tempestivi ed economici e a informare i consumatori sul loro diritto alla riparazione. Le merci in garanzia legale beneficeranno di un’ulteriore estensione di un anno, incentivando ulteriormente il consumatore a scegliere la riparazione anziché la sostituzione.

Una volta scaduta la garanzia legale, il produttore sarà comunque tenuto a intervenire sui prodotti domestici più comuni, che sono tecnicamente riparabili ai sensi della normativa UE, come lavatrici, aspirapolvere e smartphone. L’elenco delle categorie di prodotti potrà in seguito essere ampliato.

Mentre le batterie e le biciclette elettriche rientrano nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6, le biciclette sono invece escluse.

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Nel prosieguo della lettura, merita una certa attenzione il punto 3- Ambito di applicazione

AMBITO DI APPLICAZIONE
Il focus della direttiva è ad oggi sui prodotti elettronici, ma non si esclude che l’ambito di applicazione venga in futuro ampliato anche ai tessili.

In effetti i requisiti di riparabilità dovranno essere presi in considerazione nel prossimo atto delegato della ESPR per i tessili. La futura inclusione di specifici obblighi di riparabilità sotto forma di requisiti di prestazione ai sensi dell’atto delegato ESPR potrebbe portare alla potenziale estensione del campo di applicazione della R2RD ai tessili.

Attualmente gli articoli 5 (obbligo di riparazione) e 6 (informazioni sull’obbligo di riparazione) della R2RD si applicano solo ai beni che sono tecnicamente riparabili ai sensi della normativa UE, come lavatrici, aspirapolvere e smartphone.

Mentre le batterie e le biciclette elettriche rientrano nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6, ad oggi le biciclette sono escluse.

L’elenco delle categorie di prodotti potrà essere ampliato in seguito alla pubblicazione degli atti giuridici dell’Unione che stabiliscono i requisiti di riparabilità per tali beni.

Scritto da redazione