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Un italiano su quattro sarà Over 60 nel 2030: un grande potenziale per piscine e palestre (ma bisogna coglierlo)

Il sistema sanitario, per una popolazione che invecchia, viene messo in forte crisi se non prevale la cultura dell'esercizio fisico e della prevenzione ph freepik

Fitt Insider segnala che il rapporto in America sarà di 1:5 e negli USA, come in UK, sono diversi i centri sportivi già attivati per accogliere i meno giovani: in Italia manca ancora una spinta convinta

Persone con molto tempo a disposizione, sovente con una capacità di spesa superiore agli under 45, per metà con redditi superiori al 50% della popolazione, con il desiderio di rallentare la vecchiaia e/o di essere grandi longevi in salute ed autosufficienti; dando la precedenza ad una scelta fondamentale: prevenzione anziché cura di patologie croniche o lievi. Stiamo parlando degli Over 65 che, in Italia, secondo Paese al mondo per aspettativa di vita (siamo secondi solo al Giappone) sono destinati ad essere di gran lunga la fascia di popolazione più numerosa, in una naziona che tendenzialmente invecchia.

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A fine decennio quasi un italiano su quattro sarà un Over 65 e questo significa che la categoria di popolazione con necessità precise e con soluzioni e servizi da dedicare sarà prevalentemente questa, anche se, ad osservare la media dei centri sportivi nazionali e dei servizi offerti, tale tendenza sembra sia molto sottovalutata.

Senza dimenticare che le strategie ed i servizi anti-aging sono attualissimi per gli Over 45 e che il collegamento fra la generazione X, Boomer e Silenziosi è molto forte.

In pratica, facendo un’analisi numerica, il potenziale dei senior, aggregati alle generazioni appena antecedenti, è altissimo e va considerato seriamente da palestre e piscine.

Ne parliamo da tempo sia su HA Wellbeing (l’ultimo numero era focalizzato soprattutto sulla Longevità Attiva) e su wbox.it.

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Un interessante contributo lo offre Fitt Insider, collegandosi ad una ricerca che indica che negli USA, a fine 2030, un americano su cinque sarà anziano/pensionato, con tutte le valutazioni che tale evidenza suggerisce.

Un dato che, tuttavia, allo stato attuale comporta molte insidie, su tutte il costo per il sistema sanitario e per l’assistenza sanitaria: dati inequivocabili che l’esercizio fisico guidato da persone ed ambienti professionali riuscirebbe a ridimensionare.

Parlarne e documentarsi è fondamentale, ma oltre a osservare e aggiornarsi, forse è anche il tempo d’agire ammodernando impianti, servizi e staff per accogliere i meno giovani entusiasmandoli.

Questo l’interessante breve articolo di Fitt Insider:

ENTRO IL 2030, QUASI UN AMERICANO SU CINQUE SARÀ IN ETÀ PENSIONABILE

Ed entro il 2035, i 65+ anni supereranno per la prima volta gli under 18.

Il lato positivo è che lo spostamento della popolazione segnala il nostro successo nel trattamento delle malattie. D’altra parte, solleva un campanello d’allarme sul nostro sistema sanitario reattivo.



Dando la priorità alla gestione delle malattie rispetto alla prevenzione, abbiamo accettato le malattie croniche tra gli anziani come normali.

In media, gli americani trascorrono gli ultimi 10-12 anni malati.

• La maggior parte degli adulti statunitensi godrà di un solo compleanno sano dopo l’età pensionabile di 65 anni.

• Si prevede che il numero di persone di età superiore ai 50 anni con malattie croniche raddoppierà entro il 2050.

Sostenere una popolazione che invecchia significa passare a cure preventive olistiche ed estendere la durata della salute in modo da poter ottenere di più dai nostri ultimi anni.

Un ulteriore vantaggio, il beneficio economico sarebbe enorme.

Il nostro attuale sistema di assistenza sanitaria aggiunge 730 miliardi di dollari all’anno alla spesa sanitaria del nostro paese, con le malattie prevenibili che rappresentano il 27% della spesa totale.

Scritto da redazione