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USA: investitori cauti sul fitness low-cost

McFIT è una delle catene lowcost europee che sicuramente non subirà contraccolpi, ma altri gruppi potrebbero segnare il passo

Un segnale che l’aria sta cambiando e che la corsa alle aperture scriteriate delle low cost potrebbe subire un rallentamento a beneficio di altre tipologie di club e studi

Da tempo stiamo segnalando che la corsa ad aprire club a rotta di collo da parte di catene low cost o nuovi gruppi che puntano sul prezzo basso, prima o poi si ridurrà, per fare indietro tutta. L’eccesso di palestre, per una domanda che non è esponenziale e che punta soprattutto sui giovani, quando demograficamente la categoria dominante è quella degli over 50, non può avere un futuro infinito.

FitActive è uno dei gruppi di maggior successo in Italia

Già lo scorso anno preconizzavamo uno scenario mutevole, premiante per i premium club, nonché per medium e studi PT, purché pure i PT studi non siano l’idea business di troppi trainer, molti dei quali non hanno un’effettiva inclinazione ad essere imprenditori.

Un modello di studio PT cui ispirarsi sono i Reverbia Studi PT di Milano, esempio di capace visione del mercato e di offerta smart dell’ideatore, Alessio Rinelli, cui HA Wellbeing dedica un’intervista sul numero che verrà pubblicato a metà gennaio 2026.

Tornando invece alle aperture numericamente eccessive da parte delle low cost, il processo è destinato a subire un sicuro rallentamento, prestando attenzione alla sostenibilità delle catene meno strutturate che hanno un numero esagerato di club avviati, a prescindere dai costi operativi per singola palestra

Basic-Fit è fra i leader internazionali del segmento lowcost con oltre 2000 club all’attivo, ma nessuno in Italia

L’alert arriva dagli USA con riferimento agli investimenti in borsa, che sono lo specchio di una percezione del mercato che sconsiglia di scommettere oltremodo su questo modello di business.

Lo rivela Bloomberg che sostiene che negli States gli investitori mostrano maggiore cautela verso il segmento low-cost del fitness, complice l’aumento dei costi operativi. Il segnale interessa anche l’Europa, dove diversi player stanno rivedendo le strategie di espansione.

Un segnale da non trascurare anche da parte degli operatori e dei franchisee.

La fonte della notizia per una lettura estesa dell’articolo https://www.bloomberg.com/fitness-low-cost-investors

Scritto da redazione