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Vertical Aquatic Activity oggi e proiettata al futuro

Essere al fianco del cliente come avviene in palestra soprattutto per i PT non dovrebbe essere un aspetto così anomalo per i trainer in piscina ph EAA

La possibilità di incrementare sensibilmente i numeri delle piscine dipende da quanto saremo capaci di inquadrare questa attività che è veramente inclusiva e aperta a tutti, con grandi benefici per chi la pratica e per chi la sa proporre

L’APPROFONDIMENTO DEL WEEKEND

stefanocandidoni@gmail.com

Senza tanti giri di parole, quando parliamo di Vertical Aquatic Activity ci troviamo di fronte a pensieri molto “scontati”. Professionalmente sono tornato ad avere contatto diretto con tante persone che si avvicinano a questa attività e alla domanda: “Quali sono le tue esperienze di attività in verticale in acqua?” seguono tendenzialmente tre risposte: nessuna, riabilitazione e aquagym.

Quindi, al netto di percorsi riabilitativi visti in ottica medicale, ci troviamo in questa situazione. Potrei già fare un quadro, non proprio esaltante però, del modo con cui mi viene risposto “aquagym”: fa subito capire il livello di esperienza emozionale vissuta. Da una parte sono tenuto a pensare che chi per primo ha promosso questa attività ha avuto ragione, ancorchè si parlasse e si fosse introdotta l’aquafitness, accezione ben più allargata di aquagym: i fondatori di European Aquatic Association-EAA sono stati visionari e moltissimi, mi spingerei a dire moltissime, hanno fatto questa esperienza. Quindi, bene.

Vertical Aquatic Activity è inclusiva e per tutti anche per coloro cui non sempre pensiamo possano entusiasmarsi per una esperienza acquatica: dipende dalla professionalità di trainer e piscina

Dall’altra, il tono della voce, il linguaggio del corpo mi fanno pensare a qualcosa che non è stato memorabile, tutt’altro.

Tralasciando coloro che, alla proposta di provare, hanno risposto spesso: “aspetto che venga più caldo!” di certo, in piscina, non sono stati a proprio agio in passato.

Che cosa emerge come spaccato?

Il target più comune che si avvicina è quello di donne di mezza età e oltre, con aspettative su dimagrimento generale e localizzato (ventre, cosce, glutei, sottobraccio). A seguire rimodellamento generale, attivazione/riattivazione metabolica.

Per le donne di maggiore età, emerge anche l’esigenza di allievare/togliere i dolori articolari, in particolare di spalle/collo/colonna lombare.

Le donne, in pratica, arrivano con l’idea che l’attività in verticale è l’acquagym. Scendendo nel dettaglio, le caratteristiche principali di questa esperienza, che non hanno apprezzato, sono quelle di non aver potuto esprimere i propri bisogni, piuttosto che avere la sensazione che ogni attività proposta fosse spersonalizzata.

Aquatraining ph IAA

Le donne arrivate all’acqua e all’attività verticale, senza nessuna idea precedentemente maturata, vivono una esperienza esaltante e rimangono impressionate dalle possibilità di movimento che hanno in acqua.

La stessa idea, di enormi potenzialità di allenamento, l’hanno avuta anche le donne che hanno avuto e/o hanno esperienze con il nuoto classico, fino a quel momento pensando che fosse la soluzione perfetta al movimento in acqua, ricredendosi alquanto e apprezzando la differenza tra stare in orizzontale ed in verticale.

Quei pochi uomini che hanno provato ( e qui il carico di responsabilità è di tutti noi: titolari, manager, trainer) , con molti punti interrogativi, tutti di mezza età ed oltre, sono rimasti molto positivamente colpiti dal fatto che possono fare tantissimi esercizi, movimenti che fuori dall’acqua non fanno più, legati alla mobilizzazione, sentendo che si può esprimere anche forza in alcuni esercizi, ma soprattutto che si può salire con la Frequenza Cardiaca, rendendo gli allenamenti intensi e produttivi. Anche gli uomini sono alla ricerca di una revisione estetica in positivo del proprio corpo.

Tutti, donne e uomini, avvicinatisi titubanti all’acqua per mille problemi articolari/muscolari, che hanno vissuto in modo diverso e ben strutturato il loro primo appuntamento in vasca, sono riusciti a vivere un’esperienza che li ha portati ad allenamenti intensi senza limiti, ovviamente personalizzati, dando seguito in modo concreto alla volontà di interpretare l’acqua per rimodellare il corpo. Ovviamente guidati da professionisti e staff preparati a guidarli in questo percorso che ha occasionalmente a che vedere con l’aquagym di anacronistica concezione.

Che cosa ha accomunato tutti?

Che hanno potuto esprimere le proprie necessità, le aspirazioni, le aspettative.

Che hanno avuto spesso, quasi sempre, trainer in acqua con loro pronti ad aiutarli, perché gli esercizi non acqua non sono facili da fare bene, soprattutto per un neofita dell’acqua.

Che la musica era di sottofondo perché in caso di più persone il ritmo dell’esercizio non può essere lo stesso, se pensiamo al ROM di movimento ed alla intensità.

Che le modifiche del training in tempo reale erano funzione di quanto le persone era immerse o fuori dall’acqua.

Ripensare training e fitness in acqua, puntando meno sulla musica e più su proposte che appassionino target poco coinvolti dalle attuali proposte in acqua ph EAA

Che hanno percepito e apprezzato l’importanza di un allenamento tagliato su misura, anche monitorando in tempo reale la Frequenza Cardiaca visualizzata sullo schermo di un tv visibile dalla vasca.

Senza nulla togliere all’acquagym che massifica, anche per esigenze di fatturato, quello che manca per attrarre altre persone è “nascosto nelle evidenze” di un servizio che deve rappresentare una esperienza, ogni volta come la prima volta.

Con grandi benefici per chi scopre questa esperienza e per chi punta al fatturato, sapendo che è da privilegiare la vera essenza del business, che non sono cerro i ricavi, bensì la redditività.

Scritto da Stefano Candidoni