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VivaGym, low cost spagnola, acquistata da un fondo americano

La catena spagnola da 93 miolioni di euro di ricavi vede avvicendarsi il fondo americano a quello britannico ph VivaGym

Che i fondi intervengano per rilevare business di successo e di prospettiva è una situazione che si ripete con crescente frequenza in Europa, anche se in Italia il percorso non è altrettanto replicato

Prendi una low cost di medie dimensioni (poco più di un centinaio di club fra Spagna e Portogallo) ma con ricavi significativi – oltre 90 milioni di euro nel 2023 – e crescita costante: il gioco è, quasi, fatto.

Nel senso che i fondi sono alla ricerca di business solidi e dalle potenzialità di crescita comprovate. Così è per Vivo Gym, catena spagnola già passata qualche anno fa nelle mani di un fondo britannico, Bridges Fund Management, e ora rilevata per la quota di maggioranza dall’americano Providence Equity Partners. Il primo ha completato il suo percorso e fatto il suo business, per passare il testimone al secondo che intravede altre opportunità di nuovi affari. VivaGym, brand di successo dalle basi solide, resta il protagonista.

VivaGym Benlloch

Fa riflettere che grandi protagonisti italiani, circa fondi che entrano e poi rivendono, se ne vedano ancora pochi, mentre in altri Paesi questa pratica è parecchio diffusa: significa che il mercato di fitness e piscine in Italia sia meno appetibile? Ad esaminare bene il quadro generale propendiamo per il sì, viste le difficoltà sistemiche che qualsiasi gruppo – immobiliare, finanziario, ma anche sportivo – incontra nel nostro Paese rispetto a quanto accade in altre nazioni.

Il caso VivaGym conferma comunque che la Spagna è terreno molto considerato da player globali del fitness e da investitori. Non stiamo parlando di una catena da 1.000 o 2.000 club, ma di una società che di palestre ne conta 114 (con le nove imminenti aperture) e che nel medio periodo conta di superare i 170 club.

Per fare un paragone con quanto avviene in Italia, oggi VivaGym vanta 284.000 iscritti complessivi fra Spagna e Portogallo e nel 2023 ha aumentato i ricavi del 23%, toccando quota 93,2 milioni di euro (57,3 milioni in Spagna e 35,9 milioni in Portogallo). In Italia il modello low cost funziona altrettanto bene, ma la catena leader fatica a raggiungere i 120 club, mentre altre sono al di sotto dei 60-70 centri.

L’ingresso di Providence in VivaGym, di cui ne rileva la quota di maggioranza (i termini e valori dell’operazione non sono noti) coincide con l’uscita di Bridges Fund, in considerazione degli obiettivi fissati non solo per numero di club di prossima apertura, ma soprattutto guardando al raddoppio ed oltre degli iscritti (fino a 560.000 nel prossimo lustro) che, con una progressiva crescita delle tariffe, si riverbererà ulteriormente in positivo sul business.

Oggi il modello low cost funziona molto bene e, se a guidarlo è un brand dall’alta reputazione come VivaGym, la forza attrattiva per i fondi di investimento è sicuramente potenziata.

Scritto da redazione