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Wellbeing, salute e sicurezza in piscina

La sicurezza in piscina è il requisito fondamentale che dimentichiamo di garantire e promuovere adeguatamente ph freepik credit juliasok

Lo stare bene non è più limitato ad una condizione di salute ottimale perseguibile anche con l’esercizio fisico: contano felicità e sicurezza ovvero piscine estive senza rischi e pericoli

Questo articolo è stato pubblicato su HA Pool Construction di marzo-aprile

L’APPROFONDIMENTO DEL WEEKEND

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Dal generalizzato e impersonale wellness siamo passati al wellbeing individuale: ha poco di performante, ma, senza trascurare uno stile di vita attivo, attiene molto a salute, stare bene, piacere di godersi momenti per sé, meglio se calati nella natura. E l’acqua è uno degli elementi vitali di cui nessuno può privarsi.

Lo stare bene fisico e mentale in piscina passa anche da qualità inappuntabile e massima attenzione alla sicurezza

Oggi, rispetto al pre-covid, contano sì salute fisica e sane abitudini alimentari, ma ancora più importante, su scala globale, è la salute mentale, strettamente collegata ad una buona condizione che l’esercizio motorio agevola.

Il valore universale dell’acqua, fondamentale per stare bene in senso lato, sommato alla componente evasiva e a quella ottimale per l’attività fisica ad ogni età, costituisce un mix ineguagliabile.

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Purché la qualità della piscina e la sua sicurezza siano sempre al primo posto: mancando uno di questi due requisiti, l’acqua può diventare insidiosa, veicolo di infezioni, patologie e pericoli, financo letale.

A significare che, per chi costruisce o progetta piscine e, soprattutto, per chi gestisce vasche aperte al pubblico, c’è una responsabilità ben chiara sia nel garantire standard di qualità che di sicurezza.

Salute mentale, fisica e prevenzione favoriti dal wellbeing correlato all’olistico, allo svago e all’esercizio fisico basico o intenso, trovano la loro sublimazione nell’acqua.

Costruttori, progettisti, titolari o gestori di piscine hanno una responsabilità ben chiara nel garantire standard di qualità e sicurezza, senza i quali il wellbeing resta un concetto astratto

I ritmi serrati dei cantieri delle vasche estive puntano all’apertura della bella stagione all’insegna dello stare bene di ogni persona.

Sembra tuttavia manchino le attenzioni indispensabili perché il wellbeing venga effettivamente tutelato. La qualità, per troppi, è accezione ad interpretazione variabile, ancorchè oggi gli enti più credibili, fra cui Acquanet, stiano certificando la professionalità di costruttori ed operatori.

Che l’acqua estiva e in ogni stagione sia un veicolo di serenità, svago e benessere e non di pericoli, incidenti e lutti di cui le piscine estive sono spesso triste teatro ph racoool_studio by freepik

Le nuove norme UNI sono più stringenti, ma sulla sicurezza, pur avendo fatto passi importanti sul piano istituzionale, c’è carenza di adeguate azioni di diffusione culturale e sensibilizzazione rivolte a operatori e popolazione. A quaranta giorni dall’apertura della stagione estiva non c’è traccia di campagne mediatiche e impegno delle istituzioni a guidare e educare gli italiani alla sicurezza in acqua. È un cronico limite del nostro sistema che speriamo non sia l’ennesima concausa di incidenti e decessi registrati ad ogni estate, confinando così l’accezione wellbeing ad un mero concetto astratto e poco perseguibile nelle vasche private o pubbliche nazionali.

Scritto da Marco Tornatore