L’importanza sociale dello sport – anche in chiave immunitaria – e cooperazione internazionale approvate alla conferenza biennale del Consiglio d’Europa, con pieno avallo del Ministro dello Sport
Sicuramente quanto delibera il Consiglio d’ Europa in materia sport e suo ruolo sociale interessa tutti noi, pur sapendo tutti che certe decisioni, in ambito europeo, lasciano il tempo che trovano.

Un continente che resta timido sulle decisioni internazionali che contano difficilmente può incidere in ambiti in cui i governi nazionali agiscono ognuno secondo proprie priorità e convinzioni. Abodi condivide quanto approvato dal CdE, ma sa meglio di chiunque altro che il nostro sistema sport nazionale è decisamente modesto sotto il profilo sociale rispetto a quanto Francia, Germania, Olanda e Paesi del nord Europa riescono ad esprimere in tal senso. Siamo molto indietro e vista la pesante esiguità di risorse difficilmente riusciremo a colmare il nostro pesante gap, anche se la volontà del Ministro e delle istituzioni sportive spingerebbe per un’evoluzione decisa del nostro comparto.
Qui la comunicazione riportata da Italia Oggi:

Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha partecipato alla conferenza biennale dei Ministri dello sport del Consiglio d’Europa, che si è svolta in Portogallo, a Porto. Nel corso della conferenza è stata approvata all’unanimità la risoluzione “Governo e governance dello sport: sostenere un nuovo approccio per adeguarlo alla sua importanza sociale”. “Abbiamo sostenuto con convinzione questa risoluzione perché pensiamo che lo sport sia una fondamentale difesa immunitaria sociale che va rafforzata e crediamo fortemente nella cooperazione internazionale quale strumento di dialogo e di pace, soprattutto nei momenti difficili che stiamo vivendo”, ha dichiarato il Ministro Abodi
“Inoltre, abbiamo offerto il nostro contributo di contenuti per sottolineare alcuni aspetti che ritengo fondamentali quali il valore dell’impatto socioeconomico dello sport per lo sviluppo di una Nazione, la misurazione di tale impatto, l’importanza dell’eredità dei grandi eventi sportivi internazionali per le comunità locali, il principio dello sport per tutti, con particolare riferimento alle persone con disabilità, a quelle più svantaggiate, che spesso vivono nelle periferie urbane e sociali, per le quali lo sport è un indispensabile fattore di miglioramento della qualità della vita”, ha concluso il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi