Il sistema sport nazionale è troppo immobile e non comprende quanto sia importante cambiare, vivendo questa fase di trasformazione da protagonisti e non da passivi spettatori
L’articolo che segue è stato pubblicato su HA Wellbeing di luglio-agosto 2024
Introduzione
Il “cambiamento” sarà l’argomento che guiderà HA Wellbeing di settembre-ottobre, le cui versioni cartacea ed elettronica verranno spedite a tutti i fitness club, piscine, centri sportivi, hotel italiani (se non lo riceveste, potete fare richiesta a info@wbox.it ).
Sarà anche il tema che guiderà il confronto fra titolari e manager che si terrà in avvio di Wellness & Longevity Days sabato 7 settembre presso San Rossore Sport Village (Pisa), coordinato da Igor Castiglia e Giorgio Leo.
La trasformazione che sta caratterizzando il nostro settore e chi la sta alimentando sono temi di rilevante attualità a tal punto che tutti gli attori più avveduti cercano di essere protagonisti o felici interpreti di tale nuova stagione, che sta modificando modelli, idee, strategie, scelte e, inevitabilmente, formazione e selezione delle risorse umane. A troppi però sfugge l’importanza di saper cambiare, soprattutto per dare risposte ad una domanda quasi radicalmente modificatasi: sicuramente alcune palestre sono al palo, ma in particolare tante piscine sono ferme a dieci-quindici anni fa e tale immobilismo è destinato a mietere nuove vittime.

Molti, incapaci di cambiare, saranno costretti a passare la mano o a chiudere i battenti in modo definitivo. Constatare che ancora oggi palestre e piscine sottovalutano l’importanza di un approccio aziendale servendosi di un software o di nuove tecnologie, facendo uso nella migliore delle ipotesi di excel o optando per forme artigianali di gestione e controllo dei propri numeri e dati, è la fotografia di una arretratezza esiziale per operatori, forza lavoro, sistema sportivo Italia.
Ecco perché HA Wellbeing e Wbox, sostenuti da EAA e da esperti del comparto (la serie di interviste sul tema ha preso il via con Gerardo Ruberto – https://wbox.it/il-cambiamento-del-settore-per-affrontare-con-successo-le-sfide-che-ci-attendono-la-parola-agli-esperti/- e proseguirà nelle prossime settimane su wbox.it e la sua newsletter settimanale), ritengono fondamentale parlare di “cambiamento e delle sue interpretazioni”: l’articolo che segue è introduttivo a questa tematica che merita di essere approfondita e condivisa perché la maggioranza degli attori del settore capisca quanto è importante cambiare per vincere le sfide che ci attendono e per portare nelle palestre e nelle piscine i troppi sedentari italiani e nuove categoria di popolazione, fidelizzando e motivando coloro che già frequentano gli impianti sportivi o praticano regolarmente l’esercizio fisico.
Di questo e molto di più si parlerà anche a Lo Show della Salute, il fantastico congresso che si terrà a Milano il 3 ottobre.
Se molti hanno girato pagina, troppi sono decisamente immobili
In passato parlavamo di velocità diverse nella trasformazione. Oggi possiamo dire che, se molti hanno girato pagina, troppi sono decisamente immobili. Certo, la differenza la fa la statura imprenditoriale di chi è al comando e, nel fitness, i capitani d’impresa (coraggiosi), capaci di guidare i propri club rivedendo modelli di servizio e business, stanno beneficiando di un rilancio a due cifre percentuali o basato su numeri migliorati rispetto al 2019. E se dispongono di piscina, sovente, questa performa meglio in rapporto all’area palestra: il denominatore comune del successo è lo staff aggiornato ed evoluto, sostenuto da investimenti coerenti con una domanda e una clientela cresciute.

Viaggiano poi molto bene piscine, in genere private ma anche pubbliche, condotte da gestori accorti che antepongono l’interpretazione piena dei bisogni della gente, azzerando ataviche abitudini gestionali, innovando e investendo: così il proprio spazio acquatico è ideale sia per chi prima già veniva in vasca sia per chi dalla vasca non era attratto, ma oggi trova quello che andava o va cercando.
Certo, non possiamo dimenticare che due anni di chiusure, complicati dai pesanti rincari delle bollette, hanno messo in ginocchio un intero comparto e che, chi ne è uscito con non poche difficoltà, deve recuperare le perdite di allora e onorare debiti accumulati in quei tremendi tre anni.
Il che non giustifica coloro che hanno mantenuto un approccio, di fatto, uguale a quello di inizio millennio. E sono tanti. Dov’è il cambiamento e in cosa pensano di poter essere di richiamo per un pubblico che, rispetto al 2019, si è trasformato e ha consapevolezze che oggi portano sì a spendere, ma solo se rileva che i propri bisogni sono ben interpretati? Chi ha optato per gestioni di breve respiro, giusto per vedersi assegnato un impianto per poco tempo, al di là che sia un visionario o meno, che margini ha di investimento o cambiamento? Nulli.
Si chiama legge del mercato: premia chi è artefice del cambiamento e non lo procrastina o subisce

Palestre e piscine si lamentano per la perdita di personale o, peggio, continuano ad avvalersi di trainer che piacciono a gruppetti di fedelissimi e operano come dieci-quindi anni fa, interpreti di un modello tecnico lontano anni luce dal conferire centralità alla singola persona con programmi finalizzati ad obiettivi essenziali per motivare persino i sedentari a svolgere esercizio fisico: è lecito si lamentino, ma di se stessi e del loro immobilismo.
Non è più tempo del lamento. Lo sa bene chi della propria palestra e piscina sta facendo un terreno di grande soddisfazione per sé, per il proprio team, per la clientela, la quale sceglie di orientarsi su chi offre il meglio. Si chiama legge del mercato: premia chi è artefice del cambiamento e non lo procrastina o subisce.