Non sono rare le persone che vivono angosciate e non con equilibrio la ricerca del benessere finendo per stare peggio
Il post-covid ha spinto molte più persone a ricercare il benessere o, meglio, il wellbeing, quello stare bene che non può prescindere dalla salute. Così, spinti da una nuova consapevolezza, tantissimi hanno iniziato ad orientare la propria spesa verso consumi coerenti con la priorità del benessere.
Non solo esercizio fisico, ma anche alimentazione, attenzione al sonno, scelte coerenti con sani stili di vita. Volti a prevenire più che a curare. Ma un conto è operare delle scelte fedeli a questo credo, consapevoli dell’importanza di abitudini e attenzioni un tempo trascurate, ben altro è diventare dipendenti e schiavi di comportamenti che peggiorano il nostro stato di salute e di benessere, anziché migliorarlo..

Infatti, il wellbeing prevede anche la salute mentale, senza la quale ogni altra scelta viene quasi vanificata. E se ci stressiamo troppo per raggiungere l’agognato benessere o se più che essere protagonisti di scelte intelligenti per il nostro stare bene, diventiamo asserviti e schiavi di certi orientamenti, beh, il wellbeing resta un disegno teorico, negato da una quotidianità infarcita di doveri e aspettative eccessive sul proprio benessere.
In questo senso, il nuovo contributo di Fitt Insider, focalizzato su quanto sta avvenendo negli States, schiude un orizzonte di riflessioni che devono indurre consumatori, clienti ma anche gli operatori, ad operare ed agire con giudizio, perché l’obiettivo dello stare bene non diventi una sorta di circuito penalizzante che crea dipendenze esiziali per l’equilibrio omeostatico di ognuno.
Stiamo pensando troppo al benessere
Lottando verso uno stato inesistente di salute perfetta, i consumatori di benessere stanno finendo per stare peggio.
• Il 45% è esaurito dal tentativo di stare “bene”.
• Il 61% avverte una pressione sociale schiacciante per avere un bell’aspetto.
Ma il benessere non deve essere complicato, piccole abitudini sane hanno un impatto enorme.

Il Global Well-being Report 2024 di Lululemon ha rilevato un aumento del benessere:
13% facendo una breve passeggiata
18% socializzando all’aperto
21% allenandosi con gli altri
E a volte, sentirsi meglio significa fare meno, con il benessere che salta via:
9% quando le persone si prendono una pausa dai social media
13% quando le persone stabiliscono i limiti tra lavoro e vita privata
15% quando le persone praticano lo “slow living”
Con il decollo della tecnologia iper-personalizzata e degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, vale la pena ricordare a noi stessi:
Gli hack per il benessere più efficaci sono gratuiti.