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Generazione Z e l’ossimoro del benessere da perseguire

Quale sia il beneficio perseguito dai giovani in chiave salute e wellness attraverso l'alcol resta un enigma ph freepik

Le contraddizioni delle giovani generazioni, fra cui la Zeta, per cui l’obiettivo del benessere è una priorità, mentre continuano ad abusare dei super alcolici

Certo, da giovane chiunque si sente invincibile e giammai un danno alla salute potrebbe capitare: a me? E perché mai!”; anche fra eccessi di fumo, sballo, alcolici senza menzionare gli stupefacenti il cui consumo oggi è decisamente smodato e, diciamolo, molto omologante, pure se ai giovani non piace sentirselo dire, finendo invece nel calderone degli anonimi e invisibili.

Negli USA, fra i giovani, il consumo dell’alcol è aumentato del 70% ph freepik

Ci pensano i social a dare l’effimera notorietà “de no atri”, ovvero il rifugio del peggio e dei compiaciuti da ininfluenti like, l’oppio dei veri poveri (di relazioni e percezione della realtà) di oggi – in questo non solo i giovani ma i troppi adulti finanche i boomers un filino patetici.

Ogni generazione è passata dagli eccessi degli anni da leone, alla vita progressivamente più tranquilla ed equilibrata: ma sono tantissimi che hanno pagato, stanno pagato o pagheranno il no limits degli anni giovanili.

Si parla di Active Longevity o Active Aging, di attività fisica volta a prevenire anziché curare poi e i giovani si professano paladini del nuovo wellness, con però le incongruenze comportamentali note ai più: vado in palestra, mi alleno in piscina, corro, ma poi cedo all’alcol o al fumo…

Su questo tema si focalizza l’ultimo e costruttivo incisivo richiamo pubblicato da Fitt Insider: dati ed evidenze da considerare e da inquadrare come emergenza da sanare. La palestra e la piscina aiutano, ma non bastano se i giovani perseverano in stili di vita tanto autolesionisti.

LA GEN Z MESCOLA ALCOL E BENESSERE

Secondo IWSR, il 70% degli adulti statunitensi della Gen Z ha bevuto alcolici negli ultimi sei mesi, rispetto al 46% del 2023.


Nonostante i titoli dei giornali su una generazione sobria, i consumatori più giovani non stanno abbandonando l’alcol, ma lo stanno trasformando in uno stile di vita orientato al benessere, trattando l’alcol come un’indulgenza consapevole, non come un’abitudine da tagliare.

Nel complesso, le vendite di alcolici stanno rallentando, ma la Gen Z e i percettori di reddito elevato stanno guidando la crescita, favorendo un minor numero di bevande di qualità superiore con intenti sociali.

Nel frattempo, i marchi analcolici stanno lottando per scalare. Nonostante la crescita del 20% dello scorso anno, le bevande NA rappresentano ancora solo lo 0,5% del mercato statunitense.

La Gen Z non sta rifiutando l’alcol, lo sta riformulando.

Scritto da redazione