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Gli acquisti irrazionali che non fanno risparmiare

Il risparmio nelle piscine comporta scelte che non penalizzino la qualità del servizio e dell'ambiente vasca ph Terme di Merano

In questi tempi difficili, quella di risparmiare è diventata una esigenza irrinunciabile per i gestori delle piscine pubbliche, che spesso lo fanno nel modo sbagliato

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di gennaio-febbraio 2025

prola@professioneacqua.it

Risparmiare. Da alcuni anni è diventato un mantra, non si parla d’altro quando si discorre di impianti natatori pubblici. I costi, soprattutto quelli energetici, sono saliti alle stelle ed incidono in modo ormai insopportabile sui bilanci dei gestori. Di conseguenza, si cercano tutte le strade possibili per ridurli.

Una piscina è come una pentola con acqua riscaldata senza coperchio e come tale si comporta

Ma come fare? Non è un problema da poco. Una piscina è come una pentola con acqua riscaldata senza coperchio, e come tale si comporta. Quando si cucina, senza la cappa aspirante si appannano i vetri, ma se la cappa aspirante funziona bene, o se si apre la finestra, entra il freddo.

Non tutti gli investimenti sulle energie rinnovabili hanno un ritorno così significativo per la sostenibilità gestionale ph Piscine di Vicenza

Tenere in equilibrio il risparmio ed il corretto microclima, il benessere ambientale indispensabile sia per gli utenti che per la durabilità della struttura, non è semplice e soprattutto non è economico. Non può esserlo. Una piscina coperta non può che essere uno spreco assurdo di energia, qualcosa che va nella direzione opposta alla razionalità in senso ambientale. Una piscina riscaldata è, dal punto di vista logico, la cosa più simile alla pista da sci coperta e raffreddata a Dubai. È uno spreco di energia allo stato puro.

Una piscina riscaldata, dal punto di vista logico, è uno spreco di energia allo stato puro

Ma si può risparmiare? Si può cercare di limitare l’assurdo, ma non risparmiare.

Dalla definizione di Treccani: non spendere una certa somma di denaro, sia rinunciando a una spesa, a un acquisto, sia ottenendo un ribasso, uno sconto. Si può evitare di riscaldare una piscina coperta d’inverno? No, non si può. Si può pagare meno l’energia? No, si può cercare di non pagarla di più, che è diverso. Si può risparmiare l’energia elettrica delle pompe? Si, in un solo modo: facendole lavorare meno. Si può risparmiare acqua? Forse, se si vieta agli utenti di farsi la doccia…

Fra gli investimenti che hanno un senso comprovato, sicuramente rientra quello sulle coperture termiche ph Polimpianti

I risparmi possibili, in una gestione già bene impostata, si limitano a ben poca cosa. Una piscina ben gestita consuma tantissima energia, e di questo bisogna essere consapevoli e anche, in un certo modo, a questo bisogna rassegnarsi. Invece, si vedono sempre più spesso aziende che propongono novità mirabolanti, in grado di fare le magie più impensate.

I risparmi possibili, in una gestione già bene impostata, si limitano a ben poca cosa

Si parte con le possibili “fonti alternative di produzione di energia”: cogeneratori, pannelli solari, pannelli fotovoltaici, pompe di calore. Funzionano? Certo che sì! Si risparmia sul costo dell’energia? Si, se si valuta il puro costo energetico: molto probabilmente, anche se non sempre, si risparmia. Ma l’ammortamento dell’impianto, chi lo paga? Se si fanno i conti per bene, nella quasi totalità dei casi l’impianto, e la relativa manutenzione, non si pagano mai. Anche nella circostanza in cui il costo della installazione dell’impianto fosse sostenuto dal Comune, perché mai si dovrebbe fare un intervento che non arrivi mai al pareggio economico? Non sarebbe meglio riconoscere un incentivo al gestore?

I grandi impianti acquatici sono decisamente energivori ph In Sport

Molto spesso le dinamiche dell’ente pubblico che sottendono a questa tipologia di investimenti sono di difficile comprensione per i comuni cittadini, perché passano da capitoli di spesa che sono accessibili solo in un verso, da motivazioni di tipo politico, tecnico-economico, o altro. In questo caso, l’intervento si fa. Ma non prendiamoci in giro sulle vere motivazioni.

Il capitolo delle fonti alternative riguarda investimenti che possono avere un senso ed una base tecnica accettabile

Il capitolo delle fonti alternative riguarda investimenti che possono, comunque, avere un senso ed una base tecnica accettabile. Si passa all’inaccettabile quando vengono proposti macchinari che promettono cose impossibili e tecnicamente infondate, come quelli che dichiarano di filtrare l’acqua di scarico e re-introdurla in vasca come acqua potabile. Una assurdità tecnica e una via normativa impossibile da percorrere. https://www.professioneacqua.it/recupero-delle-acque-di-scarico-in-piscina-e-possibile/ Macchine, che vengono vendute spesso a prezzi folli, e che poi si ritrovano spente ed abbandonate dopo pochi mesi.

Scendendo ulteriormente di livello, si arriva alle sfere magnetiche o altre diavolerie simili che trasformano l’acqua rendendola “viva”, priva di contaminanti, senza calcare, senza polifenoli, senza cloroammine, senza cloro, senza acqua, senza senso. In molti casi si sfiora o si prende dritta la truffa.

Energie rinnovabili per le piscine, non tutte sono così efficaci da permettere di recuperare investimenti sovente molto ingenti ph ri-esco.it

Ma perché i gestori ci cascano? Questa è la domanda importante. Perché? Imprenditori solitamente attenti, che valutano ogni euro di spesa che, invece di approfondire e di informarsi, firmano. “Tanto paghi con il risparmio!”, si sentono dire. Intanto paghi, a rate ma paghi, e poi il risparmio vediamo. Come diceva Darrell Huff nel 1954, se torturi i dati abbastanza, alla fine confesseranno quello che vuoi.

Ma perché i gestori ci cascano? Questa è la domanda importante. Perché?

Scritto da Rossana Prola